I The Black Keys hanno portato all’Alcatraz di Milano un concerto costruito su rock, groove e radici blues, senza effetti superflui. La prima delle due date cittadine del Peaches ‘N Kream Tour, raddoppiate dopo la richiesta del pubblico, ha ripercorso i 25 anni di carriera del gruppo formato da Dan Auerbach e Patrick Carney.
La band è salita sul palco poco prima delle 21 con “Heavy Soul”, “Fever” e “Gold on the Ceiling”. Accanto al duo dell’Ohio, il live ha coinvolto altri quattro musicisti, tra chitarra, basso, tastiere e percussioni, ampliando il suono rispetto all’essenzialità delle origini.
Hit e nuove canzoni nella prima data milanese
La scaletta ha attraversato dischi e fasi differenti della carriera della band, alternando brani celebri a materiale più recente. “Gold on the Ceiling”, pubblicata nel 2012 come secondo singolo di “El Camino”, ha confermato il peso delle canzoni che hanno contribuito alla notorietà del gruppo.
Spazio anche alle sonorità di “Turn Blue”, il disco del 2014 da cui arrivano “Fever” e “Weight of Love”. Quel lavoro segnò un passaggio verso atmosfere più elettroniche e psichedeliche, pur mantenendo il legame con il garage rock e il blues della formazione.
Il concerto, durato quasi due ore, ha proposto un rock blueseggiante e diretto, in linea con un percorso che ha portato il duo dai primi esperimenti attorno a un registratore a nastro ai festival e alle grandi sale. Prima dell’appuntamento milanese, il tour aveva fatto tappa anche al Rock en Seine di Parigi, alla O2 Academy di Londra e allo Zenith di Monaco.
Da “Peaches!” al finale con “Lonely Boy”
Nel set non sono mancati gli assaggi di “Peaches!”, il nuovo album dei Black Keys. Il disco è nato con musicisti riuniti nella stessa stanza, poche sovraincisioni e registrazioni dal vivo. Dan Auerbach ha raccontato che il progetto è arrivato durante un periodo personale difficile, segnato dalla malattia del padre e dal bisogno di tornare semplicemente a suonare.
“Non stavamo registrando un disco. Stavamo solo improvvisando, come se fosse solo per noi”, ha raccontato Dan Auerbach.
Le nuove canzoni guardano alla tradizione americana, tra blues, country e rock classico, senza trasformare il concerto in una semplice raccolta di successi. In questa direzione si è inserita anche “Have Love, Will Travel”, cover di Richard Berry & the Pharaohs inclusa nel disco del 2003 “Thickfreakness”.
La chiusura è stata affidata a “Little Black Submarines” e “Lonely Boy”, due classici che hanno completato una serata essenziale nella forma e intensa nel suono. La seconda data milanese del tour è prevista il giorno successivo al primo concerto. (fonte: adnkronos)









