New York, 11 settembre 2026 – Due enormi vuoti nel cuore di Manhattan. Venticinque anni dopo l’11 settembre 2001, è questa la scelta che più di ogni altra definisce il luogo in cui sorgevano le Torri Gemelle. Dove si innalzavano la North Tower e la South Tower non è stato costruito un nuovo grattacielo: le loro impronte sono occupate oggi dalle due grandi vasche del 9/11 Memorial, con l’acqua che scende lungo pareti scure e scompare in un secondo vuoto centrale.
Attorno, invece, Ground Zero è cambiato quasi completamente. Il vecchio World Trade Center è diventato un campus di 16 acri nel quale convivono memoria, uffici, trasporti, negozi, parchi e spazi culturali. Ci sono il One World Trade Center, l’Oculus, il museo dell’11 settembre, nuove torri, una chiesa ricostruita e un centro per le arti. E nel 2026, a 25 anni dagli attentati, una parte della trasformazione non è ancora terminata.
La prima cosa da chiarire è anche quella su cui più facilmente si crea confusione: il One World Trade Center non è stato costruito sopra una delle vecchie Torri Gemelle.
Le esatte impronte della North Tower e della South Tower sono state lasciate libere e trasformate nei due reflecting pools del National September 11 Memorial.
Ogni vasca occupa quasi un acro, circa quattromila metri quadrati, ed è circondata da parapetti in bronzo. L’acqua precipita per circa 30 piedi lungo le pareti e poi scende ulteriormente verso un vuoto quadrato centrale. Il progetto, chiamato “Reflecting Absence”, è dell’architetto Michael Arad con il paesaggista Peter Walker. Il Memorial venne aperto l’11 settembre 2011, nel decimo anniversario degli attentati.
È un monumento costruito sull’assenza: invece di sostituire le torri, ne conserva la forma attraverso il vuoto che hanno lasciato.
I 2.983 nomi intorno alle vasche
Sui bordi in bronzo delle due piscine sono incisi i nomi di 2.983 persone: le 2.977 vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e le sei persone uccise nell’attentato al World Trade Center del 26 febbraio 1993.
I nomi non sono disposti semplicemente in ordine alfabetico. Sono raggruppati sulla base del luogo in cui si trovavano le vittime e, dove possibile, di relazioni personali e professionali richieste dalle famiglie.
Intorno alla North Pool compaiono, tra gli altri, i nomi delle persone che si trovavano nella Torre Nord e sul volo American Airlines 11. La South Pool ricorda invece, tra gli altri, le vittime della Torre Sud, i primi soccorritori, i passeggeri dei voli United 175, American 77 e United 93 e le persone uccise al Pentagono.
Sotto Ground Zero c’è il museo dell’11 settembre
Una parte fondamentale del sito attuale non è visibile dalla strada.
Il 9/11 Memorial Museum si sviluppa infatti in gran parte sotto il livello della piazza e conduce i visitatori fino alla quota delle fondamenta dell’originario World Trade Center.
È qui che sono ancora conservate parti materiali del vecchio complesso. Si possono vedere le basi delle colonne e le fondazioni che permettono di identificare il perimetro delle Torri Gemelle, oltre a una porzione della slurry wall, il grande muro di contenimento costruito negli anni Sessanta per proteggere l’area dalle acque dell’Hudson. Il muro resistette anche dopo il collasso delle torri.
Nel museo si trovano anche le Survivors’ Stairs, utilizzate da centinaia di persone per allontanarsi dal complesso durante gli attentati, e la Last Column, l’ultima grande colonna d’acciaio rimossa da Ground Zero alla conclusione delle operazioni di recupero, il 30 maggio 2002.
All’ingresso, due enormi elementi d’acciaio a forma di tridente provengono invece dalla facciata originale della North Tower.
Il Survivor Tree, l’albero sopravvissuto al crollo
Tra i circa 400 alberi della Memorial Plaza ce n’è uno diverso dagli altri.
È il Survivor Tree, un pero Callery trovato gravemente danneggiato tra le macerie di Ground Zero nell’ottobre 2001. L’albero venne rimosso, curato dal New York City Parks and Recreation Department e riportato nel sito del World Trade Center nel 2010.
Oggi cresce accanto alle vasche ed è diventato uno dei simboli della sopravvivenza e della ricostruzione del luogo.
Nella parte sud-occidentale della piazza si trova anche il 9/11 Memorial Glade, dedicato alle persone che si sono ammalate o sono morte per l’esposizione alle sostanze tossiche sprigionate durante e dopo gli attentati, compresi soccorritori, lavoratori delle operazioni di recupero e abitanti di Lower Manhattan.
One World Trade Center: la nuova torre non sorge sulla vecchia
A dominare nuovamente lo skyline di Lower Manhattan è oggi il One World Trade Center, ma la sua posizione è spostata rispetto alle Twin Towers.
Il grattacielo si trova a nord-ovest delle vasche del Memorial ed è diventato l’edificio più alto dell’emisfero occidentale. Al suo interno ci sono principalmente uffici, mentre ai piani 100, 101 e 102 si trova il One World Observatory, aperto al pubblico con una vista a 360 gradi su New York.
La scelta urbanistica è quindi molto precisa: il nuovo skyline è stato costruito attorno alle impronte delle torri, non sopra di esse.
Il centro del nuovo World Trade Center resta il luogo della memoria.
L’Oculus, la stazione che sembra un’enorme ala bianca
Pochi metri più a est si trova una delle architetture più riconoscibili della nuova Ground Zero: l’Oculus, progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.
È il grande hub dei trasporti del World Trade Center, collegato alla rete PATH verso il New Jersey e alle linee della metropolitana di New York, ma ospita anche negozi e ristoranti. La struttura ha completato la propria apertura nel 2016 e oggi può essere attraversata, secondo la Port Authority, da fino a 200mila persone al giorno.
Anche la sua architettura contiene un riferimento all’11 settembre. Il progetto sfrutta la luce naturale e il cosiddetto “Wedge of Light”: l’orientamento dell’edificio richiama il percorso del sole durante la mattina degli attentati e raggiunge il suo valore simbolico proprio ogni 11 settembre.
Il luogo che per mesi era stato sinonimo di distruzione è così tornato anche a essere un grande punto di passaggio quotidiano per pendolari, lavoratori e turisti.
Liberty Park e la chiesa distrutta l’11 settembre
Sul lato meridionale del complesso sorge Liberty Park, un parco sopraelevato di circa un acro costruito sopra il centro di sicurezza veicolare del World Trade Center.
Da qui si osservano dall’alto le vasche del Memorial, l’Oculus e il One World Trade Center.
Nel parco si trova anche la nuova Saint Nicholas Greek Orthodox Church and National Shrine. La chiesa originale, che si trovava vicino al World Trade Center, venne distrutta durante gli attacchi del 2001. Il nuovo edificio, anch’esso progettato da Calatrava, è stato aperto al pubblico nel 2022.
Dove c’erano macerie oggi c’è anche un teatro
La trasformazione di Ground Zero non riguarda soltanto uffici e monumenti.
Nel settembre 2023 ha aperto il Perelman Performing Arts Center, conosciuto come PAC NYC: un centro culturale di circa 129mila piedi quadrati dedicato a teatro, musica, danza e cinema, con diversi spazi per gli spettacoli.
Era uno degli elementi previsti dal piano generale di ricostruzione del World Trade Center e rappresenta una delle aggiunte più recenti al complesso.
Il sito è diventato così qualcosa di difficile da immaginare nelle settimane successive agli attentati: non soltanto un memoriale, ma nuovamente un pezzo vivo della città, attraversato ogni giorno per andare al lavoro, prendere un treno, assistere a uno spettacolo o semplicemente sedersi in un parco.
E Ground Zero non è ancora completamente finita
A 25 anni dall’11 settembre, la ricostruzione del World Trade Center non può ancora essere considerata conclusa in ogni sua parte.
Proprio nel 2026 è iniziata una nuova fase per il 2 World Trade Center, l’ultima torre commerciale prevista nel masterplan del complesso. La costruzione verticale è partita a marzo e l’edificio è destinato a ospitare anche la nuova sede globale di American Express.
Il progetto prevede una torre di 55 piani e circa 2 milioni di piedi quadrati, con completamento indicato per il 2031.
Anche il sito del futuro 5 World Trade Center, all’estremità meridionale dell’area, resta classificato dalla Port Authority come sviluppo in corso.









