Brescia, 14 maggio 2025 – Sulla scia delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, la città di Brescia ha ospitato un evento di profondo rilievo culturale e spirituale. La conferenza, incentrata sul legame tra il Santo di Assisi e l’ordine dei cavalieri del Tempio, ha visto la partecipazione di figure di spicco della comunità francescana e dei Templari Oggi.
L’obiettivo dell’incontro è stato quello di approfondire e far conoscere aspetti meno noti della vita di Francesco, attingendo a una tradizione che continua ad affascinare storici e fedeli. Durante l’evento, è emersa con forza la necessità di divulgare ogni dettaglio che possa arricchire la comprensione di una figura così centrale per la cristianità.
Le parole di Padre Ottavio Carmenati
Padre Ottavio Carmenati, vicario della comunità, ha sottolineato l’importanza di tali iniziative per l’ordine francescano. Secondo il religioso, esplorare le connessioni storiche e spirituali del Poverello rappresenta un arricchimento fondamentale, specialmente in una ricorrenza così significativa come l’ottavo centenario.
“È importante per i francescani parlare di tutto ciò che attinga alla figura di Francesco così da pubblicare e far conoscere” ha dichiarato il vicario, evidenziando come la ricerca storica e la narrazione letteraria possano viaggiare di pari passo per restituire un ritratto vivido e attuale del Santo.
Il Magister e la distinzione tra gli ordini
Durante il suo intervento, il Magister Mauro Giorgio Ferretti ha posto l’accento sulla natura dell’ordine che presiede, distinguendolo nettamente da altre realtà. Ferretti chiarisce la differenza tra i gruppi di matrice massonica e l’ordine templare cristiano, cattolico, apostolico e romano, che risponde direttamente all’autorità del Papa.
Questa precisazione non è solo formale, ma definisce l’identità di un gruppo che si riconosce pienamente nella dottrina della Chiesa. La spiegazione del Magister ha offerto una chiave di lettura nuova, capace di dissipare suggestioni errate e di ricondurre la figura del templare nel suo alveo naturale di difensore della fede. Una ricerca continua che può portare anche alla scoperta di documenti che ridisegnano la storia per come è conosciuta.
Insieme al magister, anche il coautore, Umberto Grieco, che ha sottolineato uno degli aspetti più interessanti, e cioè la storia del simbolo – molto antico – del tau che è molto antico.

Un romanzo che diventa sceneggiatura
Il cuore della presentazione è stato il volume “Francesco e i Templari”, un’opera che mescola rigore storico e capacità narrativa. Padre Carmenati ha definito il contributo del Magister come un “grosso arricchimento” per la storiografia francescana. Il romanzo, con le sue dettagliate ricostruzioni e la spiegazione dei simboli, è stato descritto come una base perfetta per una trasposizione cinematografica.
“C’è di fatto la sceneggiatura già fatta di un film se qualcuno volesse farne uno” ha commentato con entusiasmo il vicario, suggerendo come la forza del racconto possa superare i confini della pagina scritta per arrivare al grande pubblico.

L’incontro di Brescia non ha solo celebrato un anniversario, ma ha gettato nuova luce su un rapporto complesso e affascinante, quello tra il pacifismo radicale di Francesco e la milizia dei Templari. Attraverso il dialogo tra la comunità religiosa e il Magister, è emerso un quadro in cui la devozione e la storia si intrecciano, offrendo ai presenti una visione inedita del Medioevo cristiano. La riscoperta di questi legami continua a rappresentare un percorso di crescita per chiunque voglia approfondire le radici della cultura europea e della spiritualità cattolica.

Brescia medievale: il fascino nascosto tra le mura
Oltre i monumenti più celebri, esiste una Brescia medievale che sopravvive nel silenzio dei suoi vicoli meno battuti, dove l’architettura romanica si fonde con le antiche strutture difensive. In questo reticolo di pietre e storia, la città custodisce angoli che sembrano sospesi nel tempo, lontani dai flussi turistici tradizionali. Camminare oggi tra le zone adiacenti a via San Faustino o perdersi nei pressi di Porta Bruciata significa calpestare la stessa terra che, nel XII secolo, vedeva il passaggio dei monaci-guerrieri.
Proprio in questo contesto urbano si inserisce la presenza storica dei cavalieri Templari, che a Brescia avevano stabilito una delle loro sedi più strategiche. La “mansio” templare sorgeva a breve distanza dal cuore pulsante della città, in un’area che permetteva all’Ordine di gestire sia le rotte commerciali verso il nord sia i flussi di pellegrini. La loro sede principale – la cosiddetta “mansio”, appunto – era situata presso la chiesa di Santa Maria del Tempio, che si trovava nell’attuale zona di via San Faustino (precisamente dove oggi sorge la chiesa di San Giuseppe).
Questi luoghi, oggi integrati nel tessuto cittadino moderno, conservano ancora un’aura di mistero: non è raro imbattersi in simbologie scolpite o portali che richiamano direttamente quell’epoca di fede e spade, offrendo ai visitatori più attenti un richiamo potente a una Brescia antica e segreta che attende solo di essere riscoperta.
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