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Coppa Pizzeria 2026, a Napoli il calcio più folle del mondo dentro un labirinto di container

Coppa Pizzeria 2026, a Napoli il calcio più folle del mondo dentro un labirinto di container

Napoli, 11 maggio 2026 – Squadra che vince non si cambia. E dopo il successo dello scorso anno al porto di Napoli, ieri si è giocata, ai piedi del Vesuvio, la 14esima edizione della Coppa Pizzeria: il calcio senza regole, o quasi, più assurdo che si sia mai visto.

Creata a Berlino 15 anni fa da Daniele Sigalot, che “voleva solo giocare una partita di pallone tra amici, ma il concetto è un po’ degenerato”, la Coppa Pizzeria è tornata al porto di Napoli, dove è stato costruito il settimo labirinto più grande al mondo, apparso e scomparso nel giro di appena 36 ore.

Sigalot, artista concettuale capace di affrontare temi profondi attraverso una prospettiva spesso ludica e immediata, ha vissuto a Napoli tra il 2018 e il 2022, dopo un decennio trascorso a Berlino. Nei vicoli di Pizzofalcone aveva aperto il suo studio, chiamato appunto “La Pizzeria”. Dal 2023 è tornato a Roma, ma lo studio, oggi in zona Ostiense, porta ancora lo stesso nome.

Una scelta che testimonia il forte legame con Napoli, città che l’artista ama definire “la città dei contrasti, fonte continua di ispirazione per un artista”.

Il labirinto di container al porto di Napoli

Ai piedi del Vesuvio, Sigalot ha costruito nella giornata di sabato un’imponente opera monumentale realizzata con 353 cargo container, all’interno di un deposito adiacente al porto. Un labirinto di 7.000 metri quadrati che ha ospitato, nel suo centro, un piccolo campo da calcio dove domenica 10 maggio si è giocata la quattordicesima edizione della Coppa Pizzeria.

Il successo della manifestazione, sold out già da qualche mese, è andato oltre le aspettative. Già nel 2025, sempre ai piedi del Vesuvio, Sigalot aveva dato vita a un Colosseo di container dal diametro di 70 metri, dove a sfidarsi erano stati gladiatori, marinai, aquile, centurioni e personaggi di ogni tipo.

“Lo slogan di questa edizione, Going Nowhere – letteralmente non andare da nessuna parte – è un motto perfettamente coerente con la traiettoria della Coppa Pizzeria, che dopo aver portato la tredicesima edizione a Napoli, nel 2025, ha semplicemente deciso di rimanerci”, spiega Daniele Sigalot. “Nessuna evoluzione geografica, nessuna ambizione di conquista: solo l’ostinazione di ripetere qualcosa di monumentale e, ovviamente, di inutile, nel medesimo posto, ma questa volta ancora più grande”.

Arte, sport e smarrimento

Accanto all’arte di Sigalot c’è, ancora una volta, la direzione artistica di Antonello Colaps e di Dopolavoro Studio, agenzia creativa indipendente con sede a Napoli, che ha curato l’impianto visivo e narrativo dell’evento.

“Il labirinto – sottolinea Colaps – non è la scenografia del torneo ma uno dei dispositivi del suo funzionamento. Non è stato creato per contenere il gioco, quanto piuttosto per alterarlo, rallentarlo e trasformarlo in attesa e smarrimento. Abbiamo voluto costruire una struttura capace di funzionare insieme come architettura temporanea, esperienza collettiva e macchina narrativa”.

All’edizione di quest’anno, che ancora una volta mette insieme arte, sport e sana follia, hanno partecipato 42 squadre, per un totale di circa 135 giocatori, impegnati in partite due contro due. Match sui generis, dove le regole quasi non esistono, gli arbitri possono fare gol e il pubblico può invadere il campo, trasformato per l’occasione in una grande discoteca all’aperto.

Perché l’arte, a volte anche la migliore, passa pure dal divertimento.

“Quest’anno abbiamo deciso che, visti i tempi, perdersi era forse la scelta più sensata”, continua Sigalot. “Così abbiamo costruito un labirinto. Un grande sistema di corridoi, svolte inutili, vicoli ciechi e passaggi improbabili che circonda il campo da gioco, come una gigantesca architettura dello smarrimento. Un gesto colossale quanto effimero, visto che la struttura è stata progettata per essere costruita e smontata in appena 36 ore, lasciando dietro di sé solo la memoria di una bella follia collettiva”.

Le regole impossibili della Coppa Pizzeria

La Coppa Pizzeria è un torneo in cui convivono calcio, musica, birra, costumi improbabili, arbitraggi discutibili ed entusiasmo difficile da spiegare. Le regole sono bizzarre e applicate con grande libertà interpretativa. Gli arbitri hanno ampio margine di manipolazione delle partite e possono anche segnare, se ne hanno l’occasione. Il pubblico è incoraggiato a partecipare emotivamente, rumorosamente e fisicamente, spiazzato dalla fantasia, dall’assurdità e dal divertimento che fanno parte del gioco dell’artista.

Anche quest’anno è stata assegnata, tra sospetti e favoritismi, la Coppa Narciso 2026, il premio riservato alla squadra con la divisa più bella. “La Coppa Pizzeria promuove l’ingiustizia”, si legge nel manifesto. Dunque anche per il trofeo che celebra la fantasia tutto è permesso.

“Il calcio – conclude l’artista romano – è una mia grande passione e l’arte il mio lavoro: direi che sono poco serio in entrambe, e aver costruito questo gigantesco labirinto ne è l’ennesima prova”.

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