Accoglienza, ascolto e terapie integrate: la referente del Centro antifumo di via Lupatelli spiega come funziona il serviziodealla Asl RM3, e perché smettere è possibile a ogni età.
Non una semplice visita, ma un percorso. Non una pillola miracolosa, ma un cammino costruito insieme. È questo il senso dell’intervista alla dottoressa Paola D’Amato, medico chirurgo, specialista in farmacologia e tossicologia e referente del nuovo Centro antifumo della ASL Roma 3 in via Lupatelli. Un servizio attivo da pochi mesi, tra ottobre e novembre 2025, nato – come chiarisce la stessa D’Amato – da un’esigenza concreta di prevenzione e cura del tabagismo.
“Il fumatore è una persona normale che però ha una dipendenza fisica e psicologica”, afferma la dottoressa nel corso del colloquio. Un passaggio che sintetizza l’approccio del Centro: non stigmatizzare, ma accogliere. Non ridurre il problema al solo rischio oncologico, ma leggere il fumo come una dipendenza complessa, con componenti neurologiche, comportamentali ed emotive.
La dipendenza e i rischi sottovalutati
Nel dialogo emerge con chiarezza un punto: concentrare l’attenzione esclusivamente sul tumore al polmone rischia di allontanare il fumatore dal problema reale. “Se stigmatizziamo il fumo solo come tumore al polmone, il fumatore pensa che sia un rischio lontano nel tempo”, spiega D’Amato. Molto più immediate sono altre conseguenze: disturbi laringei, gastriti, ipertensione, fino all’impotenza maschile, spesso sottovalutata. Effetti che incidono sulla qualità della vita ben prima delle patologie più gravi.
Preoccupa inoltre il fenomeno tra i giovani. “Vedo tanti ragazzi in età liceale che fumano e utilizzano lo svapo”, racconta la specialista, sottolineando come l’uso dei dispositivi alternativi venga spesso percepito come meno rischioso, mentre può comportare complicanze anche acute.
L’accoglienza come primo passo
L’elemento centrale dell’intervista è però l’approccio umano. “Chi viene qui ha già fatto un primo passo”, osserva la dottoressa, riferendosi alla decisione di chiedere aiuto. Accoglienza, empatia, ascolto sono le parole chiave. La prima visita non è un atto invasivo o coercitivo. È un momento di confronto, di anamnesi clinica e motivazionale. Si valuta la storia personale del fumo, le eventuali patologie associate, la possibilità di integrare il percorso con terapie farmacologiche o supporto psicologico. Ma non esistono scorciatoie. “Non abbiamo la bacchetta magica. Smettere di fumare è un percorso”, afferma con chiarezza
I benefici della cessazione
Un altro passaggio significativo riguarda i benefici della cessazione del fumo. Anche dopo anni di dipendenza, migliorare è possibile. “Sei mesi di astensione e il polmone migliora sensibilmente”, spiega D’Amato. Nell’età adulta, soprattutto oltre i 60 anni, i vantaggi si riflettono su lucidità mentale, attenzione, memoria e vigore fisico. Smettere, dunque, non è solo prevenzione futura, ma qualità di vita presente.
Il contesto del nuovo Centro
Il Centro antifumo di via Lupatelli si inserisce in un percorso già avviato dalla ASL Roma 3 con il presidio di Ostia. È aperto il martedì mattina per le prime visite (tramite ReCUP) e il martedì pomeriggio per i controlli. Per informazioni è attiva la mail dedicata centro.antifumo2@aslroma3.it .
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rivolgersi a un Centro antifumo aumenta dell’84% le probabilità di smettere. Un dato che trova conferma anche nei numeri registrati sul territorio aziendale.
Ma al di là delle statistiche, il messaggio che emerge dall’intervista è chiaro: smettere di fumare è difficile, ma non impossibile. E farlo accompagnati, in un contesto che mette al centro la persona, può fare la differenza.









