il fatto
5 novembre 2026 | 10:27
Il Senato approva all’unanimità la riforma del cinema: Forum e Agenzia, nuove regole sui contributi e garanzie per autori e interpreti sull’IA.
Il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di cinema”, completando il percorso parlamentare della riforma del settore cinematografico e audiovisivo. Il testo interviene sulla governance, sui contributi pubblici, sulla produzione indipendente, sull’intelligenza artificiale e sulle tutele per i lavoratori dello spettacolo.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, interpellato dall’Adnkronos a margine di un evento a Firenze, ha definito il voto un risultato storico per la cultura italiana. Ha inoltre dedicato la giornata al maestro scomparso Tinto Brass e ha sottolineato il carattere condiviso dell’approvazione tra maggioranza e opposizioni.
Nuova governance e riordino del settore
La riforma istituisce il Forum del cinema e dell’audiovisivo, organismo permanente di consultazione senza nuovi oneri per la finanza pubblica, e l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo.
Il Governo riceve la delega per riordinare la disciplina del comparto con una programmazione triennale, procedure semplificate, scadenze definite per l’erogazione dei contributi e controlli più ampi sull’impiego delle risorse pubbliche. Il provvedimento comprende misure per la produzione indipendente, le opere prime e seconde, i giovani autori e i generi cinematografici, oltre a criteri specifici per le produzioni audiovisive di minori dimensioni.
Intelligenza artificiale, sale e lavoratori
Un capitolo della riforma riguarda l’intelligenza artificiale, con garanzie per i diritti degli autori e degli interpreti. Sono previste anche misure contro la pirateria e un piano nazionale per la riapertura e la riqualificazione delle sale.
Il testo interviene inoltre sulle tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, prevedendo la revisione dell’indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali.
La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha indicato tra gli interventi del Governo il recupero di 70 milioni di euro per il cinema per quest’anno e di 150 milioni per il prossimo. Ha inoltre richiamato il ritorno dell’Italia in territorio positivo rispetto al pre-Covid tra i principali mercati di riferimento e ha definito la riforma il risultato dell’ascolto della filiera e di un’intesa bipartisan.










