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Max Parisi negli Usa per il tumore al pancreas: la speranza nel daraxonrasib

Max Parisi negli Usa per il tumore al pancreas: la speranza nel daraxonrasib

il viaggio

9 ottobre 2026 | 08:35

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Max Parisi negli Usa per il tumore al pancreas: la speranza nel daraxonrasib

Max Parisi negli Usa prova il daraxonrasib per il tumore al pancreas: costa 39 mila dollari al mese e non è approvato dall’Ema.

Max Parisi è negli Stati Uniti per sottoporsi a una terapia con daraxonrasib contro il tumore al pancreas. Il conduttore di Radio Monte Carlo, 58 anni, convive con la malattia da circa due anni e ha raccontato di guardare al nuovo trattamento con prudenza, ma anche con speranza.

«Speravo di arrivare almeno al mio compleanno, il 9 novembre. E invece adesso grazie al farmaco doraxonrasib ho una prospettiva che guarda oltre i due mesi», ha dichiarato Parisi, aggiungendo di sperare di poter andare avanti ancora. La sua storia sarà raccontata da Gaetano Pecoraro in un servizio de Le Iene, in onda su Italia 1.

La nuova terapia negli Stati Uniti

Il 31 luglio i medici del San Raffaele avevano comunicato a Parisi che non erano più disponibili opzioni terapeutiche. Il 26 agosto, negli Stati Uniti, è arrivata l’approvazione del daraxonrasib, un farmaco rivolto a una specifica alterazione molecolare associata al tumore del pancreas.

La terapia è stata autorizzata dalla Food and Drug Administration ed è utilizzabile nella pratica clinica americana. Secondo l’oncologa Chiara Cremolini, membro del direttivo dell’Aiom e professoressa di Oncologia all’Università di Pisa, non si tratta però di una terapia definitiva.

Costi e uso compassionevole

Il trattamento costa 39 mila dollari al mese. Negli Stati Uniti la spesa può essere sostenuta direttamente dal paziente o coperta dall’assicurazione, in base alle condizioni della polizza. Per un paziente italiano l’acquisto è possibile, ma a proprie spese.

Il farmaco non è ancora approvato dall’Ema, che sta esaminando i dati. Di conseguenza non può essere utilizzato e rimborsato dal sistema sanitario pubblico europeo. L’azienda produttrice, Revolution Medicines, deve ancora presentare la richiesta di immissione in commercio.

Al momento, secondo Cremolini, non è stato attivato in Europa alcun programma di uso compassionevole. Ai primi di settembre l’Aiom ha chiesto all’azienda di avviare un confronto con Aifa. La vicenda ha portato anche a interrogazioni parlamentari. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha detto che il governo è impegnato a rendere il farmaco disponibile il prima possibile, qualora l’azienda dia il via libera. (fonte: adnkronos)

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