L’accordo, siglato dal Presidente del Tribunale Ordinario di Roma, Lorenzo Pontecorvo, e dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, consolida una collaborazione istituzionale tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno – tramite il Fondo Edifici di Culto – e l’Autorità Giudiziaria. L’iniziativa punta a promuovere percorsi di responsabilizzazione, reinserimento sociale e giustizia riparativa attraverso i lavori di pubblica utilità sanciti dagli articoli 168-bis del Codice Penale e 464-bis del Codice di Procedura Penale.
L’impianto operativo del progetto poggia sull’intesa diretta tra Ministeri e sulla successiva firma dell’accordo tra il parroco di San Vitale, don Elio Lops, e il magister dell’Associazione Templari Oggi APS, Mauro Giorgio Ferretti (nella foto di copertina). Nel quadro della convenzione, la Basilica di San Vitale agisce come sede operativa e centro di coordinamento delle Chiese Rettorie del Fondo Edifici di Culto collegate sul territorio. Un esperimento pilota, replicabile in futuro a livello nazionale.
“La Basilica di San Vitale – ha detto il parroco di San Vitale, don Elio Lops – è particolarmente lieta di aver accolto l’indicazione del Ministero della Giustizia. Una scelta che trova il proprio fondamento nella consolidata esperienza maturata dall’Associazione nel servizio prestato a favore della tutela, della fruibilità, dell’accoglienza e del decoro di numerose chiese italiane. Un patrimonio di competenze – ha concluso don Elio – che oggi viene posto al servizio di un progetto capace di coniugare giustizia riparativa, valorizzazione del patrimonio culturale e responsabilità sociale”.
Il ruolo operativo dei Templari
L’intesa – come detto – trova il proprio fondamento nell’indicazione del Ministero della Giustizia di affiancare all’amministrazione ecclesiastica l’Associazione Templari Oggi APS. L’ente è stato individuato quale interlocutore di riferimento per il coordinamento delle convenzioni sul territorio, in forza dell’esperienza già maturata nell’accoglienza dei fedeli, nel decoro e nella custodia dei luoghi di culto.
I soggetti ammessi alla “messa alla prova” saranno impiegati in mansioni dedicate alla manutenzione degli immobili, alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e al supporto nell’accoglienza dei visitatori, seguendo i programmi fissati dall’Autorità Giudiziaria e dall’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
L’avvio del progetto, sostenuto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è giunto a compimento il 18 luglio 2026 a seguito della firma formale della convenzione, dopo la presentazione ufficiale avvenuta il 19 giugno 2026 durante il 1624° anniversario della dedicazione della basilica. L’iniziativa – operativa dal prossimo 1 agosto 2026 – trasforma così la custodia della storia e della fede in un canale concreto di utilità sociale e riscatto umano.









