Dal debutto con Settevoci alle tredici edizioni di Sanremo, Baudo ha attraversato la storia della Rai e dello spettacolo. Un volto familiare per generazioni, capace di raccontare il Paese con eleganza e ironia, senza mai lasciarsi andare alla maleducazione
Roma, 16 agosto 2025 – È morto a Roma a 89 anni Pippo Baudo, uno dei conduttori più amati e longevi della storia della TV italiana (leggi qui). La notizia è stata confermata dall’ANSA e diffusa dal suo legale di fiducia. Nato a Militello in Val di Catania il 7 giugno 1936, Baudo si laureò in Giurisprudenza all’Università di Catania, ma fin da giovane decise di dedicarsi allo spettacolo anziché alla carriera legale . Debuttò in Rai negli anni Sessanta con programmi popolari come Settevoci (1966-1970) e successivamente “Canzonissima” (1972-1973), conquistando così il pubblico e la fiducia dei vertici televisivi/
La carriera di Baudo copre sei decenni ed è contrassegnata da una serie di grandi successi. A partire dalla fine degli anni ’70, Pippo Baudo dominò la prima serata Rai: nel decennio successivo legò il suo nome a programmi di enorme ascolto come Domenica In (condotto dal 1979 al 1985 e poi ancora nel 1991-1992) e Fantastico (dal 1984 al 1986 e nuovamente nel 1990). Fu anche protagonista di innumerevoli serate al Festival di Sanremo, di cui detiene il record di conduzioni: ben tredici edizioni tra il 1968 e il 2008. Negli anni Ottanta diresse inoltre varietà come Serata d’onore (1983 e 1986) e lanciò talenti che sarebbero diventati star della televisione e della musica italiana.
Ruoli istituzionali e riconoscimenti
Oltre alla conduzione, Pippo Baudo svolse importanti incarichi direttivi. Nel 1987-88 fu direttore artistico di Canale 5, per poi tornare alla Rai dove ideò format di successo come Luna Park e altri varietà. Dal 1989 al 1997 ricoprì la carica di direttore artistico del Teatro Stabile di Catania – da cui è poi diventato presidente nel 2000 – confermando così il legame con la sua terra d’origine. Nel 1994 assunse la direzione artistica della Rai, incarico che mantenne fino al maggio 1996. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: fra questi figura il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitogli nel 2021, oltre a premi televisivi come Telegatti e Premi Regia Televisiva.
Negli ultimi anni Pippo Baudo era tornato in tv in grandi eventi celebrativi: nel 2018 ha curato le serate di “Sanremo Giovani” e l’anno successivo Rai Uno gli dedicò uno show per i suoi 60 anni di carriera. Fino al 2017 ha continuato a condurre edizioni speciali di Domenica In, segnando così la fine di un’epoca per il piccolo schermo. Baudo ha lasciato anche un’autobiografia, Ecco a voi. Una storia italiana (2018), in cui ripercorre le sue vicende professionali insieme al giornalista Paolo Conti.
La sua scomparsa chiude un capitolo lungo sessant’anni della televisione italiana. Pippo Baudo è stato definito dalla Rai “il maestro dei presentatori televisivi” e ha incarnato per decenni “lo spirito della Rai e del servizio pubblico, con uno stile ironico, nostalgico e allo stesso tempo innovativo”. Gli Stati Generali sottolinea come Baudo sia stato protagonista di momenti memorabili, tra cui sketch molto discussi (ad esempio quello del trio Solenghi-Marchesini-Lopez in Fantastico, quasi sfociato in un incidente diplomatico con l’Iran) e battute di satira politica – come il celebre monologo di Beppe Grillo a Fantastico nel 1986 – che all’epoca scatenò reazioni forti. Più in generale, era riconosciuto come un talento nello scoprire nuovi artisti: alunni di Baudo sono, tra gli altri, Eros Ramazzotti, Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Al Bano, Barbara D’Urso e tanti altri cantanti e showgirl, dando origine alla battuta ricorrente “l’ho inventato io!” .
La cerchia dei suoi successi e talenti lanciati ne fa un punto di riferimento per la cultura popolare italiana. La Rai stessa lo ricorda come “il signore della televisione italiana”, un’immagine che racconta la familiarità con cui le famiglie di più generazioni lo hanno seguito. Anche per questo, la sua carriera viene descritta come insostituibile: Pippo Baudo è stato definito “un pilastro della cultura popolare italiana” e un volto che ha lasciato un segno indelebile nella storia del piccolo schermo.
Pippo Baudo, il sorriso della nostra televisione: un ricordo affettuoso e gentile
Con la scomparsa di Pippo Baudo il pubblico italiano perde un volto di famiglia e di conforto, colui che ha accompagnato le domeniche pomeriggio di intere generazioni. Baudo non era semplicemente un conduttore: la gente lo ricordava come un “amico” della televisione, capace di portare eleganza, ironia e un sorriso rassicurante davanti allo schermo. Laura Pausini, scoperta da Baudo a Sanremo negli anni ’90, lo ha definito sui social “uno di quegli uomini che in questa vita e in questa terra hanno lasciato un segno indelebile”. Parole di gratitudine che rispecchiano l’affetto di tante persone comuni che, da bambini a nonni, hanno avuto il loro momento di gioia con le trasmissioni di Pippo.
Il suo stile inconfondibile faceva sentire il pubblico a proprio agio: umorismo garbato, battute improvvise ma mai scontate, e una capacità unica di “fare famiglia” con gli spettatori. In Domenica In a metà anni Ottanta, ad esempio, gli italiani si sfidavano a indovinare barzellette chiamando lo studio proprio per divertire Baudo e i telespettatori a casa. Il video della gag con Beppe Grillo durante Fantastico nel 1986 – con la battuta “Sono un miliardo e sono tutti socialisti… ma allora a chi rubano?” – resta ancora oggi memorabile: mostrò come Baudo non avesse paura di inserire nel suo spettacolo momenti di satira tagliente.
Molti ricordano inoltre gli aneddoti dietro le quinte: come il padre di Baudo che, vedendo i primi successi del figlio in TV, decise di dargli un limite di tempo per “farcela”, puntando di tornare in Sicilia a fare l’avvocato se non fosse riuscito a sfondare. Grazie alla sua determinazione però Pippo rimase in tv e mantenne fede al celebre motto (spesso citato scherzosamente) “Prometto solennemente che la tv è il mio mestiere!”. Il pubblico lo adorava anche per questo: per la sua vicinanza, la voce calda, la battuta pronta e soprattutto il modo di far sentire ogni telespettatore parte di qualcosa di speciale. (Foto: Rai.it)









