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Marina Vlady è morta a 88 anni, dal premio a Cannes ai film con Ferreri e Godard

Marina Vlady è morta a 88 anni, dal premio a Cannes ai film con Ferreri e Godard

Marina Vlady, attrice, cantante e scrittrice franco-russa, è morta a 88 anni nella sua casa di Parigi. La famiglia ha comunicato che l’interprete è scomparsa giovedì 24 settembre, circondata dai familiari e dai suoi animali.

Protagonista del cinema francese ed europeo del secondo Novecento, Vlady aveva conquistato il premio per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes nel 1963 per “Una storia moderna – L’ape regina” di Marco Ferreri. Nel corso di una carriera durata oltre sei decenni lavorò con registi come Orson Welles, Jean-Luc Godard, Ettore Scola e Jean Delannoy.

Il premio a Cannes e i film con Ferreri e Godard

Il riconoscimento di Cannes arrivò per il ruolo in “Una storia moderna – L’ape regina”, film uscito nel 1963 e diretto da Marco Ferreri. Il premio consolidò la sua posizione tra le interpreti più importanti del cinema europeo.

Tra i titoli centrali della sua filmografia figurano “Falstaff” di Orson Welles, nel quale nel 1964 interpretò Lady Percy, e “Due o tre cose che so di lei”, diretto da Jean-Luc Godard nel 1966. Aveva inoltre recitato in “La principessa di Clèves” di Jean Delannoy, uscito nel 1961.

Il rapporto con il cinema italiano proseguì con “La ragazza in vetrina” di Luciano Emmer, del 1960, e con “La steppa” di Alberto Lattuada. Più tardi prese parte a “Splendor” di Ettore Scola, accanto a Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.

Dalla danza al cinema europeo

Nata a Clichy, alle porte di Parigi, il 10 maggio 1938, si chiamava Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff. Era figlia di Vladimir Poliakoff, cantante d’opera, e di Militza Envald, étoile della danza: entrambi erano emigrati russi dopo aver lasciato la Russia in seguito alla rivoluzione del 1917.

Le quattro figlie della famiglia avviarono percorsi artistici e adottarono nomi d’arte: Olga Varen, Odile Versois, Hélène Vallier e Marina Vlady. Formata nella danza all’Opéra di Parigi, Vlady esordì al cinema nel 1949, ancora giovanissima, in “Orage d’été” di Jean Gehret.

Negli anni Cinquanta si affermò rapidamente anche fuori dalla Francia. Nel 1954 ottenne il premio Suzanne Bianchetti come attrice rivelazione per “Prima del diluvio” di André Cayatte. L’anno successivo recitò in “La strega” di André Michel e, nello stesso periodo, sposò l’attore e regista Robert Hossein, con il quale lavorò in diversi film.

La scrittura e il legame con Vysockij

Accanto al lavoro di attrice, Marina Vlady fu anche cantante e scrittrice. Pubblicò nove libri e rimase attiva tra cinema e teatro per molti decenni. Tra le sue ultime interpretazioni cinematografiche c’è “Quelques jours de répit” di Amor Hakkar, del 2009.

Un capitolo importante della sua vita fu il matrimonio, nel 1970, con il poeta e cantautore sovietico Vladimir Vysockij. Rimase con lui fino alla morte dell’artista, avvenuta nel 1980, e nel 1987 gli dedicò il libro “Vladimir ou le vol arrêté”.

Nelle memorie “24 images/seconde”, pubblicate nel 2005, aveva raccontato anche aspetti della sua vita privata. La sua attività si svolse tra cinema, teatro e cultura europea, dall’esordio da bambina fino a oltre sei decenni di carriera. (fonte: adnkronos)

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