vadimoda.it

Mostra del Cinema di Venezia, annunciata la giuria del Concorso: tutti i nomi

Mostra del Cinema di Venezia, annunciata la giuria del Concorso: tutti i nomi

Venezia, 22 giugno 2026 – Svelata la giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Presieduta — come già annunciato il 23 aprile scorso — dalla regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal, la Giuria sarà inoltre composta da: la regista e sceneggiatrice tunisina Kaouther Ben Hania, il compositore e artista britannico Daniel Blumberg, il docente universitario italiano Francesco Casetti, il regista e sceneggiatore francese Xavier Giannoli, la regista e sceneggiatrice afgana Shahrbanoo Sadat, il regista e produttore hongkonghese Johnnie To.

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera.

La Giuria Venezia 83 assegnerà ai lungometraggi in Concorso — senza possibilità di ex-aequo — i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Francesco Casetti, unico italiano

Unico italiano nella Giuria della prossima edizione della Mostra, Francesco Casetti è un docente universitario di nazionalità italiana e statunitense. È Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies a Yale, dove ha diretto sia il Film and Media Studies Program, sia l’Humanities Program, e dove è anche affiliato alla Facoltà di Architettura.

In precedenza, ha insegnato in Italia, dove è stato Presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. È stato Visiting Professor presso l’Università Paris 3 La Sorbonne Nouvelle, l’Università dell’Iowa e Harvard. Ha avuto fellowship presso l’Università di Otago, la Bauhaus University-Weimar e la Freie Universität-Berlin.

Nel 2000 gli è stata conferita la Chair of Italian Culture a Berkeley. È stato tra i fondatori di Filmmaker, Milano, una iniziativa a sostegno dei giovani registi. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Scuola Nazionale di Cinema, Roma, ed è stato membro del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Luce.

Tra i suoi libri si annoverano Dentro lo sguardo: il film e il suo spettatore (1986), Teoria del Cinema 1945-1990 (1991), L’occhio del Novecento (2005), La Galassia Lumière (2015) e Schermare le paure (2023).

Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina, ha costruito un cinema che si muove tra finzione e documentario, esplorando spesso i temi del potere, dell’ingiustizia e della fragile posizione dell’individuo all’interno di sistemi oppressivi.

Il suo ultimo film, La voce di Hind Rajab, è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, ed è stato candidato all’Oscar come Miglior film internazionale.

Il suo film precedente, Quattro figlie, ha vinto l’Œil d’Or a Cannes ed è stato candidato all’Oscar come Miglior documentario. Tra i suoi lavori precedenti figurano L’uomo che vendette la sua pelle, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale, La bella e le bestie e Challatt Tunes.

Con un linguaggio cinematografico singolare, che fonde realismo, recitazione e urgenza politica, Ben Hania si è affermata come una delle voci più significative del cinema mondiale contemporaneo.

Daniel Blumberg, compositore e artista britannico, vive a Londra e la sua attività spazia dalla composizione di canzoni all’improvvisazione, dall’elaborazione di suoni al disegno.

Ha pubblicato quattro album da solista con l’etichetta Mute — Liv (2014), Minus (2018), On&On (2020) e Gut (2023) — e ha composto colonne sonore per diversi film, tra cui The Brutalist di Brady Corbet (2024), Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi (2025) e Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold (2025).

Nel 2025 ha ricevuto un Oscar e un Bafta per la colonna sonora di The Brutalist.

Blumberg è anche artista visivo e realizza disegni con la tecnica della punta d’argento. Le sue opere sono state esposte alla Balice Hertling di Parigi, alla Triennale di Milano, all’ICA di Londra, alla Kunsthal di Rotterdam, alla Deichtorhallen di Amburgo e al KW Institute for Contemporary Art di Berlino.

Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese, è nato a Parigi, ha studiato letteratura e ha poi realizzato diversi cortometraggi, tra cui L’Interview, che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes nel 1998.

Ha poi scritto e diretto una decina di lungometraggi, tra cui Marguerite, Illusioni perdute — César per il Miglior film nel 2022 — e, quest’anno, Les Rayons et les ombres.

I suoi film sono stati selezionati in numerosi festival internazionali, tra cui la Mostra di Venezia, Telluride e Cannes. Ha anche scritto e diretto per Canal+ la serie Of Money and Blood, presentata alla Mostra nel 2023.

Shahrbanoo Sadat, regista afghana, è nata nel 1991 e vive ad Amburgo, in Germania, dove si è trasferita dopo la caduta di Kabul nel 2021.

Sta realizzando un ambizioso ciclo cinematografico in cinque parti ispirato al manoscritto autobiografico inedito del suo amico e collaboratore di lunga data, Anwar Hashimi.

La prima parte, Wolf and Sheep (2016), è stata presentata in anteprima alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove è stata candidata alla Camera d’Or e ha ricevuto l’Art Cinema Award della CICAE. Anche la seconda parte, The Orphanage (2019), è stata proiettata alla Quinzaine.

La terza parte, No Good Men, ha aperto la Berlinale nel 2026 e vede sia Sadat che Hashimi nei ruoli principali.

Sadat è considerata una regista pionieristica che ha contribuito allo sviluppo del cinema afghano attraverso i suoi film. Il suo lavoro esplora temi quali identità, memoria, rappresentazione e genere, ed è caratterizzato da una distintiva prospettiva femminista. Nei suoi film mette in luce storie ed esperienze afghane spesso trascurate nella cultura cinematografica globale.

administrator

Articoli Correlati