Roma – Nel corso dell’ultima udienza generale tenutasi mercoledì in piazza San Pietro, Leone XIV ha rivolto un accorato appello ai fedeli, delineando i contorni di una Chiesa che non può restare chiusa nei propri recinti. Il Pontefice ha esortato i laici a farsi carico della “testimonianza di pace e giustizia”, spiegando che la missione della Chiesa oggi si gioca nella capacità di essere “in uscita” verso le periferie del mondo. Questo richiamo nasce dalla necessità di rispondere alle crisi umanitarie e spirituali contemporanee, trasformando il Vangelo in un impegno civile e sociale che veda il laicato come protagonista di un cambiamento reale.
La riflessione, intitolata Pietre vive nella Chiesa e testimoni nel mondo: i laici nel popolo di Dio, si inserisce nel solco dei documenti del Concilio Vaticano II, in particolare della costituzione dogmatica Lumen gentium .
Il mondo ha bisogno di essere impregnato dello spirito di Cristo e raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace. E questo è possibile soltanto con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!
Il servizio nelle basiliche: accoglienza e presenza
L’invito del Santo Padre a una presenza viva nella società trova una traduzione pratica nell’operato – ad esempio – dei Templari oggi, così come di altre associazioni laiche impegnate nelle parrocchie. Attraverso l’associazione Templari Oggi APS, numerosi volontari rispondono quotidianamente a questa chiamata garantendo un supporto costante nelle basiliche romane, in tante chiese d’Italia e durante i grandi eventi liturgici della Capitale.
L’obiettivo è quello di offrire un’accoglienza dignitosa ai fedeli, agendo come punto di raccordo tra la sacralità dei luoghi e il popolo di Dio. Questa rete di servizio, che si estende da Roma fino ad Assisi, Parigi e Colonia ( e perfino Stati Uniti e Cina) dimostra come la formazione spirituale dei laici possa trasformarsi in un’infrastruttura di carità e ordine a disposizione della Chiesa universale. Ancor più se affonda le sue radici in un servizio storicamente vicino alla Chiesa.
Custodia del patrimonio e inclusione sociale
Il Papa ha sottolineato come la testimonianza dei laici debba passare anche attraverso la cura del creato e delle radici cristiane. In quest’ottica, l’impegno dei Templari oggi si manifesta nella custodia e nel recupero di luoghi sacri spesso dimenticati. Lungo la Via Francigena, l’associazione interviene per mantenere aperti edifici come la Pieve di Santa Maria Maddalena o San Zeno in Poja, evitando che l’abbandono ne cancelli la memoria spirituale.
Coerentemente con il desiderio di Leone XIV di una Chiesa attenta agli ultimi, questo lavoro di recupero architettonico si intreccia con il riscatto umano. La “giustizia” citata dal Pontefice non deve restare un concetto astratto, ma diventa un’opportunità concreta di dignità per chi cerca una seconda possibilità nella comunità.
Il Pontefice introduce dunque (e non è la prima volta…) il tema dell’apostolato laicale concentrandosi sulla declinazione collaborativa della sua natura e missione “dopo secoli in cui questi (i laici impegnati nella Chiesa, ndr) erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati”.
Leone XIV fa propria l’esortazione apostolica Christifideles laici di san Giovanni Paolo II. Il documento ricordava le pagine “quantomai splendide” dedicate dal Concilio alla “natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici”, riecheggiando l’appello di Gesù a radunare tutti i fedeli, uomini e donne, “a lavorare nella sua vigna”.









