Covid, l’infettivologo Galli: “Non si può far finire una pandemia per decreto”

Covid, l’infettivologo Galli: “Non si può far finire una pandemia per decreto”

Roma – “In tutto il mondo c’è una corsa a far cessare la pandemia” di covid “per decreto. La pandemia termina per naturale acquisizione di una immunità da parte della popolazione”. Così Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite del Gr1 su Radio1. Se non siamo ancora a questo punto, cosa bisogna fare? “Avremo sempre comunque qualcuno che quando si infetta andrà male. Pochi o tanti che siano, chiaramente questo giustifica il tentativo di evitare il più possibile nuove infezioni. Piaccia o non piaccia questa non è una storia finita”, rimarca Galli.

“L’andamento attuale induce qualcosa in più di un sospetto su una nuova, si spera modesta, ondata rappresentata dall’arrivo e dall’espansione di una ulteriore variante Omicron 5. Quanto siano veramente più buone le Omicron e quanto siano veramente più difesi gli ospiti non è ancora possibile dirlo. Verosimilmente la strategia di queste nuove varianti va verso una minore patogenecità”, ha commentato ancora.

Costa: “Situazione sotto controllo”

“Il virus circola ancora ma il dato sui nostri ospedali ci dice che non c’è pressione. E’ normale un aumento dei casi se consideriamo che da giorni non esistono restrizioni e ci sono maggiori possibilità di incontri che possono far aumentare i contagi. Dobbiamo monitore la situazione ma no ad allarmi”. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ospite di ‘Buongiorno’ su SkyTg24 commentando l’attuale situazione epidemiologica che vede un rialzo della curva dei positivi.

“Non dobbiamo confondere la prudenza con la paura”, ha aggiunto, spiegando come l’andamento del Covid-19 va “monitorato ma senza trasmettere messaggi di troppa preoccupazione o allarmismo” perché “la situazione al momento è sotto controllo”. Secondo Costa “se l’obiettivo è convivere con il virus allora dobbiamo imparare a convivere con i positivi. Penso che dobbiamo concentrarci più sui sintomatici che non sui positivi. Continuare a cercare i positivi non è la strategia giusta”, ha continuato, sottolineando che i numeri negli ospedali “sono ampiamente al di sotto” delle soglie.

“Sono stato tra i più convinti sostenitori del fatto che occorresse togliere la mascherina per sostenere gli esami di maturità. Ho ritenuto sempre che questo fosse un messaggio importante non solo per i nostri ragazzi ma anche per il Paese”, ha aggiunto. Per Costa “si tratta anche di una questione di coerenza, visto che abbiamo mandato i diciottenni a votare ai seggi senza mascherina”, e “di una questione di credibilità della politica stessa”. Per il sottosegretario, inoltre, “passare da un obbligo a una raccomandazione significa fare un atto di fiducia nei confronti dei cittadini, che dopo due anni e mezzo di Covid hanno una consapevolezza diversa e sanno bene quali possono essere le situazioni ancora più a rischio. Togliere l’obbligo di mascherina, del resto, non significa che è vietato indossarla”.

Per Costa “c’è poi tutto il tema dei controlli” che “andrebbero intensificati dove è previsto l’obbligo, oltretutto oggi è più facile perché sono poche le regole da rispettare e da far rispettare. Però penso che, in questi due anni e mezzo, la gran parte dei cittadini italiani abbia dimostrato grande senso di responsabilità nel rispetto delle regole e nell’adesione alla campagna vaccinale”. Quindi “credo sia giusto dare fiducia ai cittadini italiani. L’importante è farci trovare pronti in caso di scenari diversi, ma credo che dopo due anni di esperienza questa prontezza ci sia”. (fonte Adnkronos)

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