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Come combattere l’‘effetto forno’ in casa: strategie per un’estate più fresca

Come combattere l’‘effetto forno’ in casa: strategie per un’estate più fresca

Con l’aumento delle temperature estive, molti italiani si trovano a fare i conti con un problema noto come ‘effetto forno’, un fenomeno che si verifica quando gli edifici, soprattutto quelli poco isolati o esposti al sole, accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente nelle ore successive.

Questo processo, aggravato da materiali edilizi che trattengono il calore e da una ventilazione insufficiente, porta a un surriscaldamento interno che persiste anche dopo il tramonto.

Come spiega Dafne Perico di Immobiliare.it, l’effetto forno è determinato da diversi fattori, tra cui la mancanza di isolamento termico, la presenza di grandi superfici vetrate non schermate e la cattiva esposizione solare degli ambienti. In particolare, gli ultimi piani degli edifici, le abitazioni con finestre su un solo lato e gli immobili in contesti urbani densamente costruiti sono i più vulnerabili.

Un ruolo chiave è giocato anche dallo sfasamento termico, un parametro che indica quanto tempo impiega il calore a penetrare nelle strutture edilizie: un valore elevato permette di posticipare l’ingresso del calore nelle ore notturne, quando può essere più facilmente dissipato.

Prevenzione e rimedi: strategie per un’estate più fresca

Per contrastare l’effetto forno, gli esperti consigliano un approccio proattivo, che prevede interventi sia strutturali che comportamentali. Ecco le soluzioni più efficaci:

1. Interventi strutturali (da pianificare in primavera)

  • Schermature solari esterne: tende, persiane, tapparelle e frangisole sono fondamentali per bloccare i raggi solari prima che penetrino negli ambienti. Secondo gli esperti di efficienza energetica, abbassare questi schermi nelle ore centrali della giornata può ridurre la temperatura interna anche di diversi gradi.
  • Isolamento termico dell’involucro edilizio: un cappotto termico, un tetto coibentato e infissi performanti limitano l’ingresso del calore estivo. In fase di ristrutturazione, è consigliabile valutare soluzioni che bilancino le esigenze invernali ed estive.
  • Utilizzo del verde: piante rampicanti, alberi a foglia caduca e vasi sui balconi creano ombra naturale e, attraverso l’evapotraspirazione, abbassano la temperatura percepita.

2. Soluzioni immediate per le ondate di calore

Quando le alte temperature sono già in atto, diventa prioritario limitare i danni e recuperare freschezza:

  • Gestione intelligente delle finestre: aprire gli infissi nelle ore più fresche (notte e primo mattino) e richiuderli non appena la temperatura esterna risale. Mantenere aperte anche le porte interne favorisce una circolazione d’aria uniforme.
  • Creare corrente d’aria: se l’abitazione ha finestre su lati opposti, tenerle aperte contemporaneamente genera un flusso naturale efficace. In alternativa, un ventilatore orientato verso l’esterno può espellere l’aria calda.
  • Raffrescamento passivo: spostare le attività che generano calore (cucinare, usare elettrodomestici) nelle ore serali. I ventilatori, se usati correttamente (orientati verso le persone e impostati in modalità antioraria se a soffitto), aumentano la sensazione di fresco senza consumi eccessivi.
  • Individuare la stanza più fresca: in molte case esiste un ambiente meno esposto al sole (ad esempio, seminterrato), ideale per riposare nelle ore più calde.

3. Soluzioni per condomini e affittuari

Chi vive in condominio può installare tende da sole, frangisole o pellicole riflettenti sulle finestre, previa verifica delle normative condominiali e delle autorizzazioni necessarie (articoli 1102 e 1122 del Codice Civile).

Per gli affittuari, sono possibili soluzioni rimovibili come tende o applicazioni, mentre interventi strutturali (come la sostituzione degli infissi) richiedono il consenso del proprietario. È sempre consigliabile mettere per iscritto eventuali accordi su migliorie installate a proprie spese.

Un problema con soluzioni concrete

L’effetto forno non è una condanna inevitabile: con una combinazione di isolamento termico, schermature solari, ventilazione notturna e comportamenti oculati, è possibile ridurre significativamente il disagio durante le ondate di calore.

L’importante è agire prima che il problema si presenti, pianificando interventi strutturali in primavera e adottando abitudini quotidiane che favoriscano il raffrescamento passivo.

In un’epoca in cui le temperature estive sono sempre più estreme, queste strategie rappresentano non solo un sollievo immediato, ma anche un investimento per il benessere abitativo e la sostenibilità energetica. (fonte: adnkronos)

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