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AI Mode, l’algoritmo non ferma la buona informazione: ilfaroonline.it e la forza della verifica locale

AI Mode, l’algoritmo non ferma la buona informazione: ilfaroonline.it e la forza della verifica locale

Mentre Google ridisegna il web con l’intelligenza artificiale e penalizza molti editori, ilfaroonline.it rivendica la propria scelta: meno clic, più affidabilità.

L’arrivo dei nuovi motori di ricerca “AI Mode” di Google sta ridisegnando il panorama dell’informazione digitale. Come riportato da Wired in un approfondito articolo, i grandi cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale generativa stanno riducendo in modo sensibile il traffico verso molti siti di news. Le risposte sintetiche dell’AI soddisfano l’utente senza bisogno di cliccare sui link, mettendo in crisi l’intero sistema di visibilità online costruito negli ultimi vent’anni.

Una rivoluzione che preoccupa molti editori, ma non noi. Perché chi ha puntato sulla qualità, sulla verifica dei fatti e sull’affidabilità, non teme gli algoritmi. È il nostro caso, il caso de ilfaroonline.it, che da anni fa della credibilità e della responsabilità informativa la propria cifra distintiva. Con inevitabili critiche e altrettanto inevitabili errori, certo, ma con una missione di fondo alla quale non abdichiamo; informare dopo che ci siamo informati.

“Non inseguire i clic né la corsa ad arrivare primi a scapito della precisione”, è da sempre la linea del giornale. Se una notizia è ancora in evoluzione, viene chiarito al lettore. Se un’informazione proviene da un’altra testata, la fonte viene citata (una pratica di trasparenza che dovrebbe essere la regola, ma che troppo spesso viene sacrificata in nome di una presunta concorrenza). Se non siamo sicuri, aspettiamo.

Un esempio emblematico risale ai primi giorni della pandemia. A Parco Leonardo, un’ambulanza con operatori in tute bianche attirò l’attenzione dei residenti. Il Faro online aveva le foto già alle 9 del mattino, ma decise di non pubblicare subito per non alimentare il panico in un momento in cui la paura correva più veloce delle notizie. Prima di scrivere, il giornale chiamò l’allora sindaco Esterino Montino per verificare; ma in quel periodo di grande confusione, neanche il primo cittadino riuscì ad ottenere subito dalla Asl le informazioni necessarie. Solo verso le 18, dopo aver raccolto elementi certi, la notizia fu pubblicata nella sua completezza.

Una scelta che ci fece perdere certamente decine di migliaia di visualizzazioni, ma che garantì un servizio al pubblico (da non confondere con il Servizio Pubblico, che spetta ad organi statali, ancorché giornalistici) corretto e responsabile. È questa la differenza tra l’inseguire il traffico e costruire fiducia in una comunità.

Oggi molti editori denunciano il calo delle visite dovuto alle nuove logiche di Google. Ma ilfaroonline.it non ha mai basato la propria esistenza sugli algoritmi. Abbiamo basato il nostro lavoro sulle persone, sui territori, sui fatti verificati. Il calo del traffico c’è per chi ha puntato tutto sui clic, noi abbiamo puntato sull’autorevolezza. E non ci sarà algoritmo che potrà darci fastidio.

In un mondo in cui la notizia sembra contare meno del modo in cui viene indicizzata, la forza del giornalismo territoriale  resta quella di guardare in faccia la realtà, ogni giorno, con la responsabilità di chi vive il territorio e parla alla comunità. È questo il futuro dell’informazione: meno rumore, più verità.

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