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Il labirinto dei fragili, quando l’assenza di riferimenti spinge i ragazzi nel baratro

Il labirinto dei fragili, quando l’assenza di riferimenti spinge i ragazzi nel baratro

l’approfondimento

10 ottobre 2026 | 15:38

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Il labirinto dei fragili, quando l’assenza di riferimenti spinge i ragazzi nel baratro

Giornata mondiale della salute mentale, l’allarme dei servizi frammentati e il peso sulle famiglie

La ricorrenza della Giornata mondiale della salute mentale riporta al centro del dibattito pubblico una criticità strutturale: la gestione del disagio psichico tra gli adolescenti e i giovani adulti, un ambito in cui la carenza di integrazione operativa tra i servizi territoriali scarica l’intero carico assistenziale sui nuclei familiari.

I nuclei familiari si trovano spesso a gestire da soli quadri complessi, costretti a districarsi tra percorsi burocratici rigidi e compartimenti stagni. Da un lato operano le strutture di neuropsichiatria e i dipartimenti per la salute mentale, dall’altro i servizi per le dipendenze e i canali della giustizia.

La mancanza di un raccordo unico crea una zona d’ombra istituzionale: al compimento della maggiore età o al primo manifestarsi di comportamenti a rischio, la continuità terapeutica si interrompe, lasciando i genitori privi di una guida clinica ed educativa chiara.

La disintegrazione dell’identità personale e la mancata acquisizione di strumenti per governare gli impulsi emotivi costituiscono il nucleo di questa vulnerabilità. In assenza di una presa in carico precoce, la fragilità interiore tende a cercare compensazioni immediate.

Il ricorso a sostanze stupefacenti diventa un tentativo disfunzionale di automedicazione contro il vuoto o l’angoscia, mentre l’adesione a condotte illecite o antisociali offre una scorciatoia illusoria per affermare un ruolo all’interno del gruppo dei pari. Senza argini strutturati, il malessere clinico scivola rapidamente nella devianza penale.

Per interrompere questa traiettoria serve un cambio di paradigma: superare la frammentazione degli interventi attraverso protocolli integrati che riuniscano sanità, scuola, servizi sociali e terzo settore in un’unica cabina di regia. La salute mentale dei più giovani non può rimanere una questione delegata all’isolamento delle singole famiglie.

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