Ed O’Brien porta a Milano Blue Morpho, il secondo album solista nato dopo un periodo segnato dalla depressione, tra psichedelia, post-rock e richiami alla ricerca sonora dei Radiohead.
Ed O’Brien ha portato a Milano il suo percorso solista con Blue Morpho, il secondo album nato dopo un periodo segnato dalla depressione. L’unica data italiana del tour “An Evening With… Blue Morpho” si è tenuta al Teatro Lirico Giorgio Gaber, dove il chitarrista dei Radiohead ha proposto un repertorio distante dal formato più tradizionale della canzone.
Un concerto tra malinconia e psichedelia
Pubblicato a maggio e accolto con entusiasmo dalla critica, l’album prende il nome dalla grande farfalla brasiliana osservata da O’Brien durante il periodo trascorso in Brasile. Il blu accompagna il racconto di una fase difficile della sua vita e di una nuova direzione creativa.
Dal vivo, chitarre, voci e percussioni costruiscono un’esperienza ipnotica, attraversata da post-rock, psichedelia, space-rock e accenti neo-jazz. “Incantations” si sviluppa come una lunga costruzione sonora, mentre la title track “Blue Morpho” intreccia archi, voci e strumenti in un movimento continuo, introdotto dal suono degli uccelli.
O’Brien ha raccontato di aver affrontato depressione e incubi. Tra i riferimenti citati nel suo percorso figura un verso del poeta e agricoltore americano Wendell Berry: “Per conoscere il buio, devi entrarci dentro”. Nel concerto, questa esperienza entra nel linguaggio musicale senza stabilire un legame diretto con i Radiohead.
Il legame con i Radiohead
Il pubblico milanese ha confermato il legame con la band: tra la platea è comparsa anche una t-shirt dei Radiohead. Il repertorio è rimasto interamente dedicato al progetto solista. In brani come “Teachers” e “Blue Morpho” possono emergere, per l’ascoltatore, echi della ricerca sonora associata alla stagione di “Kid A”, tra elettronica, stratificazioni, groove e chitarre atmosferiche.
Si tratta però di un’associazione dell’ascoltatore. In una recente intervista, O’Brien ha escluso un legame diretto con i Radiohead, spiegando di essersi concentrato sulla musica che voleva scrivere. “Blue Morpho” non cancella quindi il lavoro con Thom Yorke, Jonny Greenwood, Colin Greenwood e Philip Selway, ma mostra cosa può realizzare uno dei musicisti della band quando alcune intuizioni maturate insieme portano altrove.
I momenti principali del set
Tra i momenti migliori figurano “Single File” e “Incantations”, eseguita prima in solitaria e poi con la band al completo. Prima di “Deep Days”, O’Brien ha invitato il pubblico a sedersi con lui sul bordo del palco “il tempo di una canzone”. La sicurezza ha detto di no e il momento si è trasformato in una foto, con il musicista comunque a pochi passi dalla platea.
La chiusura è stata affidata a “Obrigado”, brano di circa quindici minuti che parte dalla bossa nova e attraversa influenze lounge e divagazioni psichedeliche che citano i Pink Floyd. Sul palco, insieme a O’Brien, c’erano sei musicisti che hanno partecipato alle registrazioni dell’album. La produzione di Paul Epworth tiene insieme numerosi riferimenti e contribuisce a definire la nuova fase musicale del chitarrista dei Radiohead.
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