vadimoda.it

“Naturalista di Campagna”: un libro che riaccende il legame tra natura, memoria e infanzia

“Naturalista di Campagna”: un libro che riaccende il legame tra natura, memoria e infanzia

Fiumicino – Nel giardino del Castello di Maccarese, tra il profumo dell’estate e il verde silenzioso della campagna romana, intervallato dal richiamo delle taccole, è stato presentato il libro “Naturalista di Campagna” di Riccardo Di Giuseppe, naturalista, divulgatore ambientale e profondo conoscitore del territorio.

Un evento dal tono intimo e autentico, moderato da Hilda Girardet, che ha visto la partecipazione di figure del mondo naturalistico e educativo come Mauro Grani, naturalista, Alessandro Polinori, Presidente della LIPU e autore della prefazione, e Mariapia, l’insegnante della scuola Marchiafava di Maccarese.

Il libro nasce da un momento preciso, quello della pandemia. In un periodo di isolamento collettivo, l’autore, immerso nella quiete rurale, andava spesso a camminare lungo una strada bianca, il suo “pensatoio”. Lì è nato un bilancio personale, alla soglia dei quarant’anni.

Ma la vera scintilla è scoccata grazie a una domanda semplice e disarmante, della figlia: “Papà, perché ti piace così tanto la natura?” Da lì, si sono aperti i cassetti della memoria. È iniziato un viaggio a ritroso nella propria infanzia, nei gesti quotidiani di un’epoca fatta di esperienze concrete e condivise, di contatto vivo con la terra.

“Naturalista di campagna”, racconta Di Giuseppe, è un titolo nato ai tempi dell’università, quando lui e pochi altri studenti provenienti dal mondo rurale si sentivano “diversi” rispetto ai colleghi di città. Quella distanza iniziale è diventata, con il tempo, un punto di forza e di consapevolezza.

Il libro è un racconto colmo di radici. Narra con tenerezza e rigore la preparazione delle conserve di pomodoro, i rituali collettivi della vinificazione, le giornate passate a raccogliere le pannocchie dopo il passaggio della trebbiatrice. Esperienze che oggi sembrano lontane, ma che insegnano valori universali: pazienza, collaborazione, attenzione, precisione. Un’educazione naturale, lenta, fatta di mani sporche e occhi curiosi. Non c’è nostalgia nel suo racconto, ma il desiderio di non perdere ciò che di buono ci ha insegnato il passato.

La seconda parte del libro è dedicata a una realtà concreta e già attiva: il Giardino dei Nonni, uno spazio didattico progettato per i bambini, dove l’ambiente stesso diventa maestro. Qui, ogni attrezzo è pensato per facilitare l’apprendimento esperienziale: tavoli e sedute in legno sono leggeri e mobili, fatti con tronchi e pezzi di legno, pronti a seguire i bisogni dei piccoli, in attività cooperative e sensoriali che contrastano l’individualismo e favoriscono il gioco spontaneo. Un’educazione a misura d’infanzia, dove la natura è stimolo, compagna, contesto e contenuto.

Questo spazio è stato anche un giardino sociale. Riccardo racconta con orgoglio l’esperienza vissuta con due adolescenti inviati lì per scontare piccole pene alternative. Oggi quei ragazzi stanno bene, sono più sereni, e il giardino – che accoglie e non giudica – ha offerto loro uno spazio di cura, di rinascita, di nuova appartenenza.

Alessandro Polinori, durante la presentazione, ha sottolineato l’urgenza di questo libro: “Un’opera da diffondere a livello nazionale perché unisce il valore della memoria a una profonda conoscenza della natura. In un’epoca di crisi climatica e perdita di biodiversità, i nostri ragazzi vivono un deficit di natura. Crescono al chiuso, distanti da esperienze dirette, e questo provoca anche disagi psico-fisici. Tornare alla natura è una necessità, per crescere in modo equilibrato e ristabilire relazioni più sane con sé stessi e con gli altri.”

“Naturalista di Campagna” non è solo un libro, ma una dichiarazione d’amore per la natura e per l’educazione autentica. È una raccolta di esperienze personali che si trasformano in spunti universali. È un invito a rallentare, a riscoprire il valore del fare insieme, dell’imparare con le mani, del vivere con la terra.

In un tempo in cui si parla tanto di sostenibilità, ma si sperimenta poco, questo libro ci ricorda che educare alla natura è possibile. E che i bambini, se messi nelle giuste condizioni, sono ancora capaci di meravigliarsi per una foglia, un insetto, un gesto semplice. Bisogna solo lasciarli liberi di farlo.

administrator

Articoli Correlati