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La triste storia di Leopoldo, simil-terrier di Fiumicino abbandonato perché ammalato

La triste storia di Leopoldo, simil-terrier di Fiumicino abbandonato perché ammalato

Fiumcino, 15 marzo 2024 – “Poteva essere un cane felice come ce ne sono tanti. Felice e amato”, e invece  non è stato così…  con queste parole che l’associazione “Non Solo Pets” racconta la storia di Leopoldo un vivace mix-terrier abbandonato per strada dopo essersi ammalato. 

“Le giornate di Leo erano interminabili – racconta l’associazione -. Legato da una corda alla sua stessa cuccia, all’esterno dell’abitazione e nutrito con gli avanzi, mai chippato né portato in passeggiata, il cane veniva fatto uscire da solo”.

Passano gli anni e la vita del cucciolo non cambia: una mattina di qualche anno fa una volontaria della OdV “Non Solo Pets” lo sorprende a rovistare nell’immondizia presso la chiesina di Stella Maris a Fiumicino. “Da poco vive lì  – spiega l’Odv – e comincia a chiede in giro di chi potesse essere quel cagnolino che gli ricorda tanto il suo, morto qualche mese prima di vecchiaia.  Una donna le indica l’indirizzo dei proprietari. Il cagnolino viene riaccompagnato a casa. Alla famiglia viene richiesto di non farlo più uscire da solo e di seguire le prescrizioni di legge. Portare il cane in passeggiata al guinzaglio e apporre il microchip. Così la volontaria si offre di portarlo a fare una bella toletta e gli compra delle crocchette. Da allora Leopoldo ha due nuovi amici, la volontaria e il suo cagnolino con cui il meticcetto andrà a fare lunghe passeggiate in spiaggia dietro casa. Poi la signora si trasferisce e perde Leopoldo di vista. Le mancherà quel cagnolino con l’argento vivo addosso e si ripromette di andarlo a trovare presto.

Nel frattempo Leopoldo torna alla sua grigia vita di sempre. E si ammala. Diventa cardiopatico e sviluppa un tumore maligno al retto. Viene abbandonato nel dicembre scorso. E quando viene notato per la ormai evidente massa tumorale che fuoriesce sotto la coda, viene attivata la procedura di recupero e Leopoldo finisce al canile di Muratella. Castrato, nonostante la cardiopatia, non viene però, come sarebbe stato opportuno, liberato dal maledetto bubbone – sottolinea “Non solo Pets”. A tre mesi di distanza il cane, che viene affidato ad un’associazione nazionale, non è stato ancora operato. La ragione: è cardiopatico non sopporta l’anestesia. Intanto però si fanno raccolte a suo nome, postando foto che fanno rabbrividire”.

“E come succede spesso in questi casi  la storia di Leopoldo si trasforma in un rimpallo di responsabilità. Perché la Asl non ha asportato il tumore, visto che al cane era già stata somministrato il narcotico? – si domanda l’associazione – Perché si è aspettato tre mesi per avviare una raccolta fondi quando il tumore è in una fase così avanzata da lasciare ben poco alla speranza?
E dove sono le istituzioni e le autorità competenti cui l’associazione Non Solo Pets aveva già più volte segnalato il caso? Tutte domande alle quali gli interessati dovranno rispondere nelle sedi appropriate, poiché abbiamo presentato una denuncia”, conclude Non solo Pets.

E’ giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità – dichiara la Presidente di “Non Solo Pets” Rosanna Sabella – e che questa triste storia serva di monito a tutti, proprietari di cani, sanitari e associazioni che della sofferenza animale hanno fatto un business”.

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