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Festival di Cannes: l’Italia vola con “Parthenope” di Paolo Sorrentino

Festival di Cannes: l’Italia vola con “Parthenope” di Paolo Sorrentino

Cannes, 13 maggio 2024 – Parthenope di Paolo Sorrentino in concorso per la Palma d’oro e con un cast mirabile a salire la sera del 21 maggio la Montee des Marches con Stefania Sandrelli, Luisa Ranieri, Silvio Orlando, Isabella Ferrari, Gary Oldman e il giovane cast con la protagonista Celeste Dalla Porta, Dario Aita, Daniele Rienzo, guida la squadra italiana al Festival di Cannes.

Un solo film italiano selezionato da Thierry Fremaux quest’anno tra i 22 per il Palmares, in una giuria presieduta dalla regista del fenomeno Barbie Greta Gerwig e con Pierfrancesco Favino, tra i nostri attori più internazionali, atteso in Maria di Pablo Larraìn, Napoli – New York di Gabriele Salvatores, progetti in predicato per la Mostra di Venezia.

Un unico titolo, la Parthenope del premio Oscar – una co-produzione Italia-Francia, con i diritti americani appena presi dalla società mida A24 e su cui al Marché si scommette – per il quale c’è grande attesa. È la storia di una giovane bellissima, sfrontata, infelice, antropologa della vita che vuole provare tutto, simbolo femminile, trasfigurazione di Napoli in cui ogni cosa, l’alto e il basso, da sempre si mescolano e convivono.

Gli sfidanti alla Palma d’Oro

Paolo Sorrentino con il suo Parthenope è il solo italiano contro tutti alla 77/a edizione del Festival di Cannes (14-25 maggio).

Ventuno gli altri titoli internazionali in concorso con registi in campo come Cronenberg, Coppola, Lánthimos e Paul Schrader. Ecco in estrema sintesi i film dei suoi concorrenti.

WILD DIAMOND di Agathe Riedinger parla di tv. Liane, 19 anni, vive con madre e sorella a Fréjus e vede i reality show come un’opportunità. Il suo destino cambierà quando supererà il casting per L’isola dei miracoli. BIRD della britannica Andrea Arnold racconta una storia di periferia. Bailey, dodici anni, vive con fratello e padre Bug in una casa abusiva nel Kent settentrionale. Dato che l’uomo non ha molto tempo da dedicare ai figli, Bailey decide di cercare attenzione altrove.

In ALL WE IMAGINE AS LIGHT della regista indiana Payal Kapadia Prabha un’infermiera riceve un regalo inaspettato dal marito, mentre una sua collega cerca di trovare un posto per avere intimità con il suo ragazzo.

Di THE SUBSTANCE di Coralie Fargeat, questa l’inquietante sinossi ufficiale: “Hai mai sognato una versione migliore di te stesso? Dovresti provare questo nuovo prodotto, si chiama The Substance. Mi ha cambiato la vita. Con la Sostanza, puoi generare un altro te: più giovane, più bello, più perfetto. Devi solo condividere il tempo: una settimana per uno, una settimana per l’altro. Un equilibrio perfetto di sette giorni ciascuno…”.

Per LA RAGAZZA CON L’AGO di Magnus von Horn, una storia ispirata alla serial killer danese Dagmar Overbye, che ha ucciso tra i nove e i venticinque bambini dal 1913 al 1920.

In THE SHROUDS di David Cronenberg, Vincent Cassel è un singolare vedovo che costruisce un dispositivo che permette di connettersi con i defunti all’interno di un sudario funerario.

In MEGALOPOLIS Francis Ford Coppola racconta il declino dell’America tra sesso, utopia, violenza e distopia all’interno di un parallelo ideale tra la civiltà dell’antica Roma e quella americana (alle prese con le loro rispettive decadenze).

THE APPRENTICE di Ali Abbasi è un tuffo nel ventre dell’impero americano con l’ascesa al potere di un giovane Donald Trump attraverso un accordo faustiano con l’avvocato di destra e faccendiere politico Roy Cohn. MARCELLO MIO di Christophe Honoré è un ricordo di Mastroianni tracciato in modo originale dal regista con la partecipazione di Chiara Mastroianni, che diventa il doppio del padre, e Catherine Deneuve.

EMILIA PEREZ di Jacques Audiard è una crime comedy con nel cast l’attrice transgender Karla Sofía Gascón. Di scena la storia del boss di un cartello messicano che decide di sottoporsi ad un intervento per cambiare sesso, diventando così “la donna che aveva sempre voluto essere”.

MOTEL DESTINO di Karim Ainouz ci porta invece nel Ceará, stato brasiliano con temperature fino ai 30°. Di scena l’amore tra un uomo e una donna che ogni giorno lottano contro un sistema che vuole solo opprimerli: lui continua a vivere e fuggire da un sistema che lo vuole morto; lei di resistere a un matrimonio violento.

LIMONOV – The Ballad di Kirill Serebrennikov, ispirato al romanzo biografico di Emmanuel Carrère, ricostruisce le vicende multicolori di Eduard Limonov, poeta e oppositore russo che amava Stalin, Evola e i Sex Pistol, ma anche “militante rivoluzionario, delinquente, scrittore clandestino, maggiordomo di un milionario”.

CAUGHT BY THE TIDES di Jia Zhang-Ke si svolge dai primi anni 2000 fino ai giorni nostri in Cina. Il film racconta venticinque anni di storia del Paese attraverso l’amore appassionato e fragile di Qiao Qiao e Guao Bin.

In THE SEED OF THE SACRED FIG di Mohammad Rasoulof, un giudice istruttore Iman è alle prese con la sua nevrosi nel mezzo dei disordini politici a Teheran. Quando la sua pistola scompare, sospetta moglie e figlie, imponendo misure draconiane.

KINDS OF KINDNESS di Yórgos Lánthimos, con Emma Stone, Jesse Plemons, Willem Dafoe e Margaret Qualley, è una favola contemporanea e torbida basata su tre racconti: un uomo che cerca di prendere il controllo della sua vita; un poliziotto inquieto per la moglie scomparsa e una donna che diventa una leader spirituale.

L’AMOUR OUF di Gilles Lellouche racconta l’improbabile relazione tra una ragazza di estrazione sociale borghese e un ragazzo di più modeste origini. Quando l’amore si spegne lui si dà al crimine. La trama non inganni, non è un mélo ma un dramedy musicale.

In TROIS KILOMÈTRES JUSQU’A LA FIN DU MONDE, Emanuel Parvu affronta tematiche Lgbtq. Adi, 17 anni, trascorre l’estate nel suo villaggio natale sul delta del Danubio. Una sera viene violentemente aggredito per strada. Il giorno dopo, il suo mondo è completamente sconvolto.

LA PLUS PRÉCIEUSE DES MARCHANDISES di Michel Hazanavicius è un film d’animazione ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Una famiglia ebrea francese viene deportata ad Auschwitz in treno. Durante il viaggio il padre lancia uno dei suoi figli gemelli fuori del vagone, nella speranza di salvare almeno uno dei due. GRAND TOUR del portoghese Miguel Gomes parte da Rangoon, in Birmania, nel 1917. Edward, funzionario dell’impero britannico, fugge dalla sua promessa sposa Molly il giorno delle nozze.

ANORA di Sean Baker è la storia di una sex worker tra New York e Las Vegas. Nel cast Mikey Madison e Yuriy Borisov.

OH, CANADA di Paul Schrader, basato sul romanzo del 2021 Foregone di Russell Banks e con nel cast Richard Gere (con cui non lavorava dai tempi di American Gigolò) e Uma Thurman, racconta la storia del famoso regista di documentari Leonard Fife, americano di sinistra che fuggì in Canada per evitare la leva del Vietnam. Mentre da anziano si trova a combattere il cancro, accetta una sconvolgente intervista finale.

A Valeria Golino, una pupilla di Cannes (come è ormai anche Favino) l’onore il 22 maggio del Rendez Vous, la masterclass nel programma ufficiale (gli altri prof 2024 si chiamano Meryl Streep e George Lucas) e l’anteprima mondiale di un episodio della serie che ha diretto, L’Arte della Gioia, con il talento ventenne Tecla Insolia protagonista delle sei parti Sky Original dal romanzo omonimo di Goliarda Sapienza (Einaudi), anche qui storia al femminile di un’avida di vita pronta a rubare tutto. In concorso poi a Un Certain Regard, che accoglie le opere piu’ sperimentali e di ricerca,

I Dannati di Roberto Minervini che prova ad applicare il suo cinema documentario, in cui si ritrova l’umanità nel tutto, persone, natura, animali ad un primo film di finzione, ambientato durante la guerra di Secessione, un momento storico – ha spiegato il regista di Louisiana e Che fare quando il mondo è in fiamme? – in cui si trovano le radici dell’America di questi anni, la divisione tra Nord e Sud, la statalizzazione del cristianesimo e un prototipo di mascolinità tossica. Sarà in sala con Lucky Red dal 16 maggio in contemporanea con il Festival.

La squadra, i pochi ma ottimi, con le giovani generazioni a farsi largo, ha un nume tutelare senza pari, un grande vecchio (al netto delle accezioni politiche che si usarono all’epoca del terrorismo) come Marco Bellocchio, 84 anni, il cui Sbatti il mostro in prima pagina con Gian Maria Volonté, restaurato dalla Cineteca di Bologna per Cannes Classics, è datato 1972 ma ancora attuale, o meglio drammaticamente classico.

La selezione di Cannes certifica anche un’altra importante declinazione del sistema audiovisivo: la produzione o coproduzione. Sempre più i produttori italiani, indipendenti o legati a grandi major, colgono opportunità anche all’estero o si fanno promotori di progetti che per chiudersi hanno bisogno di tante voci. È il caso di The Falling Sky alla Quinzaine sul popolo dell’Amazzonia con la regia dei brasiliani Eryk Rocha e Gabriela Carneiro da Cunha, e prodotto da Brasile e Italia con Donatella Palermo e Rai Cinema. Una potente testimonianza di Davi Kopenawa, sciamano e leader del popolo amazzonico Yanomami, quasi un anatema sui disastri dei nape, i bianchi civilizzati e sulle catastrofi ambientali derivanti dalla distruzione dell’ambiente. Il film è liberamente ispirato all’omonimo libro dello sciamano Yanomami Davi Kopenawa e dell’antropologo francese Bruce Albert, nato da una relazione trentennale tra i due.

Ed è il caso importante di Limonov, il nuovo film del dissidente russo in esilio Kirill Serebrennikov, anteprima mondiale in concorso, al 77/o Festival di Cannes, ispirato al bestseller di Emmanuel Carrère, pubblicato in Italia da Adelphi, con Ben Whishaw nei panni di Limonov e Viktoria Miroshnichenko in quelli di sua moglie Elena.

Viaggio attraverso la Russia, l’America e l’Europa durante la seconda metà del XX secolo, è, seguendo il protagonista poeta-scrittore-rivoluzionario-terrorista, un affresco d’epoca spietato e senza sconti. Prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, Fremantle con altri partner, uscirà in Italia distribuito da Vision. L’Italia è in Marcello Mio in concorso, coproduzione Bibi Film e Lucky Red con Rai Cinema che nell’anno del centenario della nascita del grande Marcello Mastroianni è un omaggio anche della figlia Chiara, protagonista del film insieme alla madre Catherine Deneuve. Con loro Fabrice Luchini, Melvil Poupaud, Benjamin Biolay, Nicole Garcia e Stefania Sandrelli, che interpretano versioni in parte reali e in parte romanzate di se stessi. Per completezza, alla Semaine c’è Asia Argento nel cast del francese Les reines du drame (Queens of Drama) di Alexis Langlois e Rolando Ravello in Rumors di Guy Maddin con Cate Blanchett nel Fuori Concorso. (Fonte: Ansa, Foto: Instagram @fremantle.it)

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