Avere un indirizzo sulla Luna è ancora fantascienza. Possedere sulla carta un piccolo appezzamento di suolo lunare, invece, è qualcosa che migliaia di persone hanno già deciso di fare
Roma, 4 ottobre 2026 – Avere un indirizzo sulla Luna è ancora fantascienza. Possedere sulla carta un piccolo appezzamento di suolo lunare, invece, è qualcosa che migliaia di persone hanno già deciso di fare.
Dietro questo insolito mercato c’è Dennis Hope, americano che nel 1980 ebbe un’intuizione destinata a trasformarsi in un’attività commerciale: rivendicare porzioni di corpi celesti e successivamente venderle attraverso la sua Lunar Embassy. Oggi il sito propone certificati relativi non soltanto alla Luna, ma anche a Marte, Venere e altri corpi del Sistema Solare.
Comprare un terreno sulla Luna: da dove nasce l’idea
La storia prende le mosse dall’Outer Space Treaty, il Trattato sullo spazio extra-atmosferico entrato in vigore nel 1967 e tuttora uno dei principali riferimenti del diritto internazionale dello spazio.
L’articolo II stabilisce che lo spazio extra-atmosferico, compresi la Luna e gli altri corpi celesti, non può essere oggetto di appropriazione nazionale attraverso rivendicazioni di sovranità, uso, occupazione o altri mezzi.
Hope interpretò il testo in maniera molto particolare: poiché il divieto parla espressamente di appropriazione da parte degli Stati, sostenne che non impedisse a un privato cittadino di avanzare una propria rivendicazione.
Nel 1980 comunicò quindi le sue pretese sulla Luna e su altri corpi celesti alle autorità statunitensi, all’allora Unione Sovietica e alle Nazioni Unite, chiedendo che gli venissero segnalate eventuali contestazioni. Non ricevette risposta e interpretò quel silenzio come l’assenza di un’opposizione alla propria iniziativa. È però importante sottolineare che la mancata risposta non costituisce un riconoscimento internazionale della sua proprietà. Lo stesso Hope ha raccontato la vicenda in questi termini in documentazione conservata anche negli archivi NASA.
Lunar Embassy, dalla Luna a un vero business
Da quella singolare interpretazione nacque la Lunar Embassy. Chi acquista riceve documenti che identificano il proprio appezzamento e ne attestano la registrazione nel sistema privato della società.
A che costo? Sul sito della Lunar Embassy sono presenti diverse tipologie di “proprietà lunari” con prezzi differenti: per esempio, un acro nella zona del Mare della Tranquillità viene proposto a 44,99 dollari.
Nel corso degli anni l’iniziativa ha attirato curiosità in tutto il mondo. Hope ha anche dichiarato che tra gli acquirenti figurerebbero personalità molto note, compresi gli ex presidenti statunitensi Jimmy Carter e Ronald Reagan, i cui acquisti sarebbero stati effettuati attraverso assistenti. Si tratta, tuttavia, di un’affermazione dello stesso Hope e va quindi riportata come tale.
Comprare un terreno sulla Luna significa esserne davvero proprietari?
È qui che la storia diventa meno romantica e molto più interessante dal punto di vista giuridico.
Acquistare uno dei certificati della Lunar Embassy non significa diventare proprietari di un terreno lunare nello stesso senso in cui si acquista una casa o un terreno sulla Terra. La pretesa di Hope non gode di un riconoscimento internazionale tale da trasformare quei documenti in normali titoli immobiliari opponibili a Stati e terzi.
Il Trattato del 1967 vieta espressamente l’appropriazione nazionale dei corpi celesti. La questione dei diritti dei singoli privati è stata oggetto di discussione, ma il presunto “vuoto” individuato da Hope non equivale automaticamente a un diritto di proprietà riconosciuto.
Proprietà nello spazio, una questione sempre più attuale
Negli anni Sessanta lo spazio era considerato soprattutto un territorio di esplorazione scientifica e competizione tra grandi potenze. Oggi, con l’ingresso delle aziende private, le missioni commerciali e il crescente interesse per le risorse extraterrestri, stabilire chi potrà utilizzare cosa e secondo quali regole sta diventando un problema sempre meno teorico.
Per il momento, quindi, acquistare un acro sulla Luna rimane soprattutto un regalo originale, un oggetto da collezione o un modo per poter indicare il cielo e dire, almeno simbolicamente, “quel pezzetto è mio”.









