Roma, 28 settembre 2026 – Non ha il classico guscio rigido delle altre tartarughe marine, attraversa gli oceani e può raggiungere dimensioni difficili da immaginare per un rettile. È la tartaruga liuto, una specie dalla biologia particolarissima, presente occasionalmente anche nel Mediterraneo.
Le sue dimensioni sono uno degli aspetti più sorprendenti. Gli individui adulti possono raggiungere circa 2 metri di lunghezza e pesare diverse centinaia di chili. Gli esemplari vicini ai 900 chili sono eccezionali: una pubblicazione IUCN, dedicata alle tartarughe del Mediterraneo, riporta per il più grande individuo documentato un peso di 916 kg.
Tartaruga liuto, un gigante senza il classico guscio
A renderla immediatamente riconoscibile non è soltanto la mole. La tartaruga liuto è l’unica tartaruga marina vivente a non possedere il tipico rivestimento esterno formato da grandi scudi cornei. La struttura sottostante è composta invece da un mosaico di numerose piccole ossa, ricoperto da una pelle spessa e dall’aspetto coriaceo: caratteristica alla quale deve anche il nome inglese leatherback.
Questa conformazione accompagna uno stile di vita fortemente legato al mare aperto. La tartaruga Liuto è infatti una specie pelagica e altamente migratoria, capace di percorrere enormi distanze alla ricerca di cibo. ISPRA indica che frequenta l’ambiente oceanico e può raggiungere profondità comprese tra 200 e 1.000 metri.
La particolare bocca della tartaruga liuto
Se le dimensioni attirano l’attenzione, l’interno della bocca può risultare ancora più insolito. La gola e l’esofago sono dotati di particolari papille rivolte verso l’interno, strutture che aiutano l’animale a trattenere prede scivolose.
La sua alimentazione è infatti basata soprattutto sulle meduse e su altri organismi gelatinosi. Queste strutture consentono alle prede di procedere verso l’apparato digerente rendendo più difficile che possano scivolare nuovamente verso l’esterno. L’aspetto apparentemente minaccioso della bocca è il risultato di una specializzazione alimentare sviluppata nel corso dell’evoluzione.
Il paradosso della dieta: la plastica può sembrare una medusa
Proprio una delle caratteristiche che rende questo animale così specializzato può trasformarsi in un grave pericolo. Sacchetti e altri rifiuti plastici galleggianti possono essere scambiati per meduse e ingeriti accidentalmente.
Non è l’unica minaccia. ISPRA indica tra i principali fattori di rischio le catture accidentali negli attrezzi da pesca, il degrado e l’inquinamento degli habitat, il disturbo nelle aree di nidificazione, il cambiamento climatico e le collisioni con le imbarcazioni.
Dietro le dimensioni eccezionali della tartaruga liuto si nasconde quindi un animale altamente specializzato e capace di adattarsi alla vita in mare aperto, ma allo stesso tempo esposto alle conseguenze delle attività umane.
Nel Mediterraneo c’è, ma incontrarla è raro
L’animale ha una distribuzione cosmopolita ed è considerata la tartaruga marina con la più ampia diffusione negli oceani. La situazione è differente nel Mediterraneo, dove la sua presenza è decisamente meno comune.
ISPRA specifica che nel nostro mare non sono stati individuati siti di nidificazione della specie. Le informazioni disponibili indicano presenze soprattutto nel Tirreno, nell’Egeo e nell’area dello Stretto di Sicilia.
Se vi capitasse di incontrarne una durante una navigazione nel Mediterraneo, sappiate quindi di trovarvi davanti a una presenza tutt’altro che comune: un incontro raro con uno dei più grandi rettili marini del pianeta.









