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Sfilata delle Farfalle Rosa: quando la medicina si fa bellezza, e la bellezza diventa cura 

Sfilata delle Farfalle Rosa: quando la medicina si fa bellezza, e la bellezza diventa cura 

Genova – Libere di volare, di non rinunciare ai propri sogni anche quando allo specchio ci si riconosce a fatica, disarmate di fronte all’incertezza e alla paura. Con la farfalla scelta come simbolo di trasformazione e resilienza, La sfilata delle farfalle rosa è approdata anche a Genova, dove domenica 9 novembre, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, si è svolto l’evento dedicato alla prevenzione oncologica e al sostegno psicologico delle pazienti.

In passerella hanno sfilato insieme donne in cura, donne guarite, dottoresse e infermiere. Le partecipanti, trasformate in “modelle per una sera”, hanno indossato abiti eleganti per celebrare rinascita e speranza, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla prevenzione oncologica – in particolare ginecologica – e ricordare quanto la bellezza possa essere un veicolo di forza nei momenti più difficili. Un défilé che ha messo al centro la resilienza delle donne che affrontano o hanno superato una malattia oncologica, sottolineando la necessità di sostenere la ricerca.

Il progetto, ideato e organizzato da Antonella Luberti, anch’essa paziente oncologica, è giunto alla sua quarta tappa. “Le edizioni sono legate ad eventi specifici – ha ricordato la regista –: a giugno la sfilata si è svolta a Roma, in Campidoglio; ad agosto ha fatto tappa a Porto Rotondo; ed è tornata in Campidoglio per il mese della prevenzione del tumore al seno. A Genova abbiamo voluto ricordare il Prof. Marco Venturini, scomparso nel 2011, e il lavoro del Prof. Riccardo Rosso, oncologi genovesi di fama internazionale. L’intenzione è partire dalle grandi città per arrivare anche nelle province, portando questo messaggio a tante altre Farfalle Rosa”.

Durante la presentazione, ospitata nella Sala Trasparenza di Regione Liguria, l’assessore alla Sanità, Politiche Sociali e Terzo Settore, Massimo Nicolò, ha evidenziato il valore dell’iniziativa: “La Sfilata delle Farfalle Rosa ci ricorda che la cura non passa soltanto attraverso le terapie, ma anche attraverso la capacità di ritrovare fiducia, identità e bellezza. Come istituzioni abbiamo il dovere di sostenere iniziative come questa, che intrecciano storie di cura, ricerca e solidarietà. La serata ha messo al centro la forza di queste donne, un grande esempio per tutti noi”.
Alle sue parole si è unita l’assessora alle Pari Opportunità di Regione Liguria, Simona Ferro: “Attraverso la bellezza, la solidarietà e la condivisione, questo evento ci ricorda quanto sia fondamentale parlare di prevenzione e cura, ma anche di dignità, coraggio e amore per sé stesse”.

L’iniziativa si è svolta grazie alla collaborazione tra Regione Liguria, Comune di Genova, Confcommercio Imprese per l’Italia Genova, Camera di Commercio di Genova e Federmoda Confcommercio Genova, che hanno reso possibile l’ospitalità gratuita nel Palazzo della Borsa. Tra i promotori della tappa genovese anche il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, che ha sottolineato come “queste donne e le loro dottoresse ci ricordino che la vera vittoria è la vita che continua, sostenuta da coraggio, scienza e umanità”.
Presente alla serata anche la Sindaca di Genova Silvia Salis, che ha definito l’appuntamento “un onore per la città”, sottolineando il valore della prevenzione e della condivisione per chi affronta un percorso complesso.

La serata è iniziata con un intervento dedicato alla prevenzione, introdotto dalla Prof.ssa Lucia Del Mastro, direttrice della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e figura di riferimento per l’iniziativa. Poi, il défilé: un percorso di luce e resilienza in cui ogni donna è diventata protagonista.
A chiudere la passerella, come gesto simbolico, sono stati gli uomini – mariti, compagni, figli, medici – che hanno condiviso il cammino accanto alle “modelle per una sera”: in jeans e maglietta rosa, le hanno prese per mano per accompagnarle verso l’applauso finale.

Un modo per mostrare che bellezza e femminilità possono vivere anche nei momenti di fragilità, trasformando il dolore in speranza e regalando un momento di leggerezza a chi affronta una sfida complessa.

“Come scriveva Emily Dickinson – ha concluso Antonella Luberti – ‘La speranza è quella cosa piumata che si posa sull’anima’. A Genova, il 9 novembre, quelle piume erano rosa. E hanno volato alte.”

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