Roma, 20 agosto 2025 – “La plastica ci invade. La Conferenza ONU di Ginevra è stata un fallimento. E nessuno ne parla.” È l’accusa lanciata da Rosalba Giugni, presidente della Fondazione Marevivo, in una lettera aperta indirizzata alla stampa per denunciare il silenzio seguito alla conferenza internazionale sul trattato globale per regolamentare la produzione di plastica.
Alla conferenza hanno preso parte 184 Paesi, ma l’opposizione di una decina di nazioni – tra cui Stati Uniti, Arabia Saudita, Russia, Cina, India, Iran, Brasile, Cuba, Pakistan, Kenya e Nicaragua – ha bloccato qualsiasi intesa. “Tanto è bastato per far naufragare un accordo che avrebbe potuto segnare una svolta storica per il futuro dell’umanità”, sottolinea Giugni.
La presidente si interroga poi sull’assenza di attenzione mediatica: “Nessun titolo in prima pagina. Nessun dibattito in TV. Nessuna riflessione pubblica. Perché?”.
Le conseguenze della plastica sulla salute sono ormai documentate. Giugni ricorda che “le microplastiche sono state rinvenute nel sangue umano, nel cervello, nella placenta, nel latte materno, nelle arterie e perfino nel liquido seminale”. Studi in corso ipotizzano legami con patologie gravi come ictus, infertilità, obesità e alterazioni neurologiche.
Un esempio arriva da una ricerca della professoressa Margherita Ferrante dell’Università di Catania, che ha riscontrato nanoplastiche negli occhi dei pesci, causando perdita progressiva della vista. “È lecito chiedersi: e se succedesse anche agli esseri umani? Se un bambino, generato da cellule già contaminate e allattato con microplastiche, nascesse cieco, cosa diremmo? Cosa faremmo?”, domanda la presidente.
Il bersaglio delle critiche sono le potenti lobby della plastica. “Dalla chimica al petrolio, dalla grande distribuzione all’industria alimentare: nessuno è disposto a perdere terreno. Ma chi sta difendendo la salute pubblica? Chi sta proteggendo i nostri figli?”, incalza Giugni.
La Fondazione Marevivo, attiva da oltre 40 anni, rivendica le proprie battaglie. Tra queste la legge ‘SalvaMare’, approvata dal Parlamento ma ferma da oltre tre anni per la mancanza dei decreti attuativi. “È una norma fondamentale – spiega – perché consente ai pescatori di portare a terra la plastica raccolta in mare, che oggi viene ancora considerata trasporto illecito di rifiuti. Una follia normativa che costringe chi lavora in mare a ributtare i rifiuti in acqua”.
Il quadro delineato è drammatico. A confermarlo le parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che ha parlato del rischio di un “suicidio collettivo” se l’umanità non cambia rotta.
Per questo Marevivo lancia un appello: “Chiediamo ai media, alla politica, alla società civile di aprire gli occhi, superare l’indifferenza e trattare la crisi da plastica per ciò che è: una vera e propria minaccia esistenziale. Il tempo è scaduto.”









