editoria
16 giugno 2026 | 17:10
Il volume dell’imprenditore di Fiumicino unisce le radici della Scrittura con le esperienze quotidiane della vita e del lavoro.
Il cammino umano e professionale che si intreccia con la spiritualità e il quotidiano ha catalizzato l’attenzione nell’aula istituzionale romana. La Sala del Carroccio in Campidoglio ha ospitato la presentazione del libro “Il Filo Rosso”, opera scritta da Davide Canale, imprenditore e manager del settore alberghiero che risiede a Fiumicino.
L’incontro, svoltosi nel pomeriggio di venerdì 13 giugno, ha richiamato una platea composta da esponenti del panorama culturale, operatori del volontariato, esperti di comunicazione e numerosi cittadini, trasformando l’evento in un dibattito incentrato sulla crescita personale e sul legame profondo tra l’attività lavorativa e i valori religiosi.
Cultura e solidarietà nella Sala del Carroccio
L’iniziativa editoriale è stata promossa attraverso una sinergia tra il tessuto associazionistico e l’editoria impegnata, vedendo in prima fila le realtà Waterwells Aps e OpenMind, insieme alla casa editrice Missione Vita Vera. Il dibattito, coordinato dal moderatore Luca Papa, si è sviluppato attraverso una scaletta che ha alternato la lettura di alcuni passaggi significativi del testo a momenti di analisi e testimonianze dirette. Al tavolo dei relatori, oltre all’autore, hanno portato il proprio contributo Andrea Basile, in rappresentanza della casa editrice, e Francesco Canale, fondatore di Waterwells Aps, un sodalizio attivamente impegnato nella realizzazione di progetti legati alla solidarietà e allo sviluppo sociale.
Venti capitoli tra Scrittura e vita vissuta
L’opera letteraria si articola in venti capitoli definiti come veri e propri attraversamenti, dove le vicende narrate non intendono impartire lezioni dottrinali, ma vogliono condurre il lettore all’interno dell’esperienza stessa della fede. Ogni capitolo affonda le proprie radici nei testi della Scrittura, ma si proietta immediatamente nella realtà contemporanea, affrontando le dinamiche esistenziali attraverso simboli concreti come un mantello dimenticato in una prigione o un filo rosso appeso a una finestra. I protagonisti delle pagine non vengono descritti come figure spirituali distanti o irraggiungibili, bensì come persone comuni che affrontano le sfide quotidiane, permettendo al pubblico di riconoscersi nelle loro vicende personali e nelle loro evoluzioni interiori.
Una testimonianza aperta al dialogo sociale
L’appuntamento in Campidoglio ha superato i confini della tradizionale presentazione letteraria per tramutarsi in una piattaforma di confronto collettivo. Canale ha utilizzato la propria esperienza nel management alberghiero e la sua dimensione privata per offrire una testimonianza aperta, focalizzata sul valore delle radici e sulle tappe che segnano l’esistenza di ogni individuo. La sessione si è conclusa con uno spazio interattivo riservato alle domande e alle riflessioni del pubblico presente in sala, seguito da un momento di preghiera comune che ha suggellato la dimensione spirituale dell’evento culturale.










