Ostia, 29 maggio 2026 – I disturbi del sonno rappresentano una delle condizioni più comuni nella popolazione generale e possono influire profondamente sul benessere psicofisico della persona. Ne soffre circa 1 italiano su 4.
A essere colpite maggiormente sono le donne, che rappresentano oltre il 60% delle richieste di esami. Il 6% del totale dei pazienti lamenta una insonnia cronica, ovvero difficoltà a dormire almeno tre giorni a settimana.
All’interno del CPO di Ostia, dove si trova il Centro del Sonno, grazie anche al supporto dei tecnici di neurofisiopatologia, nel primo quadrimestre del 2026 sono state superate le 200 polisonnografie.
“La nostra previsione è quella di effettuare almeno 600 esami all’anno, raddoppiando così le prestazioni dell’anno precedente e triplicando quelle del 2024”, spiega il dottor Claudio Mostardini, referente del Centro Cefalee e nevralgie facciali e del Centro del Sonno della ASL Roma 3.
“Le polisonnografie sono esami strumentali avanzati che consentono di monitorare durante la notte i principali parametri fisiologici, come respiro, battito cardiaco, ossigenazione, attività cerebrale e movimenti, fornendo una valutazione completa dell’architettura del sonno”, aggiunge Mostardini.
Viste le numerose richieste, la Direzione Aziendale della ASL Roma 3 ha deciso di potenziare i servizi con un Ambulatorio del Sonno, attivo già da qualche giorno, che completa l’offerta in questo ambito.
“Saremo in grado di effettuare anche esami actigrafici e saturimetria 24h come screening per la polisonnografia, al fine di evitare prescrizioni incongrue. Il nuovo centro si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento delle attività cliniche e diagnostiche in ambito neurologico e pneumologico, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e favorire l’accesso a percorsi integrati di **prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del sonno”, sottolinea Mostardini.
“La scarsa qualità o quantità del sonno provoca stanchezza diurna, irritabilità e difficoltà di concentrazione, compromettendo le attività quotidiane e le capacità lavorative. A lungo termine, la mancanza di sonno può contribuire all’insorgenza o al peggioramento di patologie cardiovascolari, metaboliche e neurologiche, aumentando il rischio di ipertensione, diabete e malattie cardiache”, spiega ancora il neurologo.
“Molti dei pazienti arrivati al CPO riferiscono, tra le altre cose, un peggioramento della memoria e dell’equilibrio emotivo, con impatto negativo sulle relazioni sociali e familiari. Alcune condizioni, come insonnia, parasonnie o disturbi respiratori del sonno, possono inoltre causare risvegli frequenti e sonno non ristoratore, riducendo drasticamente la qualità della vita. Per questi motivi, è fondamentale riconoscere precocemente il problema e intervenire con strategie terapeutiche adeguate. Il più frequente di questi disturbi, le apnee del sonno, è un impedimento respiratorio notturno che, oltre a compromettere il riposo, esercita un impatto significativo sulla salute generale del paziente”.
Per maggiori informazioni sulle modalità di accesso è possibile consultare il sito della ASL Roma 3.









