I levrieri sono tra le razze canine più antiche e affascinanti del mondo: le loro raffigurazioni compaiono già nelle tombe egizie di oltre 4000 anni fa, accanto a faraoni e sovrani. Considerati cani nobili, simbolo di prestigio e potere, in epoca medievale erano riservati esclusivamente all’aristocrazia europea. Allevati per millenni come cani da caccia “a vista”, poiché non utilizzano l’olfatto come i segugi, ma individuano e raggiungono la preda con la vista e grazie alla velocità. La loro conformazione fisica li rende perfetti per inseguire lepri, gazzelle, cervi e persino predatori come volpi o lupi.
Corpo longilineo, muscolatura affusolata, arti lunghi e potenti: ogni dettaglio della loro anatomia è plasmato per la corsa, rendendoli tra i più rapidi del regno animale. Il cranio stretto, le orecchie piccole e il pelo corto completano un profilo aerodinamico, frutto di una selezione che ha privilegiato agilità e scatto. Dal maestoso Greyhound al più minuto Whippet, fino agli eleganti Afghan Hound, i Galgos spagnoli e i Podencos, ogni razza porta con sé una storia particolare, ma tutte condividono lo stesso fascino inconfondibile.
Proprio la loro straordinaria velocità ha trasformato i levrieri, soprattutto Greyhound e Galgos, in vittime di sfruttamento. In diversi Paesi – dall’Irlanda all’Australia, fino alla Spagna – queste razze vengono ancora impiegate nelle corse o nella caccia alla lepre, spesso in condizioni disumane. Gli animali che non “rendono” abbastanza vengono abbandonati, maltrattati o, nei casi peggiori, soppressi.
In Spagna, ad esempio, ogni anno migliaia di Galgos vengono lasciati a morire alla fine della stagione venatoria. In Irlanda e nel Regno Unito, nonostante le corse di cani siano ancora legali, non mancano le polemiche sulle condizioni in cui vengono tenuti e fatti competere.
In Italia le corse di levrieri non si praticano più, ma le conseguenze di queste realtà arrivano comunque nel nostro Paese grazie ai programmi di adozione. Le adozioni sono sempre più numerose: negli ultimi dieci anni migliaia di levrieri hanno trovato casa in Italia, salvati da destini di sfruttamento. Diverse associazioni, come GACI (Greyhound Adopt Center Italy) e Progetto Galgo Onlus, si occupano di recuperare, curare e dare una seconda possibilità a questi animali, trasformando vite segnate dalla sofferenza in percorsi di rinascita.
I levrieri sono cani dal carattere dolce e pacato, qualità che li rende particolarmente adatti alla vita familiare e alla convivenza con i bambini. Amano il contatto umano, sono pazienti e raramente aggressivi: molti adottanti raccontano come instaurino un legame profondo con i più piccoli fino a diventare compagni di gioco inseparabili.
Naturalmente, come per ogni cane, ci sono alcune attenzioni da tenere a mente: la corporatura snella e delicata non li rende adatti a giochi troppo bruschi, ed è importante insegnare ai bambini a rispettare i loro momenti di tranquillità. Chi sceglie di adottare un levriero deve ricordare che dietro la sua eleganza si nascondono un passato e un istinto che meritano attenzione. Un levriero cresciuto in famiglia tende a essere molto socievole fin da subito, mentre quelli salvati dalle corse o dalla caccia possono avere bisogno di più tempo, pazienza e cure per riacquistare fiducia.
Inoltre il loro istinto predatorio, tipico dei cacciatori a vista, può portarli a reagire a movimenti rapidi e improvvisi: non per aggressività, ma per impulso naturale. Un cane molto piccolo che scappa, ad esempio, potrebbe innescare una rincorsa istintiva. Per questo, chi ha già altri animali in casa dovrà introdurre il nuovo arrivato con gradualità e supervisione. Con queste accortezze, il levriero si rivela un compagno affettuoso, tranquillo, amante del relax ma anche pronto a regalare momenti di vitalità e gioco.









