10 aprile 2026 | 13:00
Non si è limitata a scattare fotografie, ma ha trasformato ogni immagine in un racconto visivo capace di trasmettere emozioni, dettagli e sfumature culturali
Roma, 10 aprile 2026 – La giovane fotografa romana Flavia Daniele ha portato la sua visione artistica e narrativa al progetto internazionale Shoot 4 Change, promosso da Hofstra University in collaborazione con Jamie Cohen, docente ed esperto di cultura digitale al CUNY Queens College.
Il progetto, completamente gestito dagli studenti, ha visto i partecipanti viaggiare per quattro settimane attraverso diverse regioni italiane — Roma, Cinecittà, Scampia, Frascati ed Ercolano — per documentare cambiamenti sociali e culturali. Le interviste, i video di reazioni e le riprese immersive a 360 gradi sono stati montati e inseriti in una mappa digitale interattiva, trasformando ogni luogo in un’esperienza partecipativa per lo spettatore.
In questo contesto, Flavia ha offerto un contributo originale e distintivo: non si è limitata a scattare fotografie, ma ha trasformato ogni immagine in un racconto visivo capace di trasmettere emozioni, dettagli e sfumature culturali. Le sue foto guidano lo spettatore attraverso le storie dei luoghi, rendendo visibile ciò che spesso sfugge a un’osservazione superficiale: le dinamiche sociali di Scampia, l’energia creativa di Cinecittà, o l’atmosfera storica di Ercolano.
Inoltre, Flavia ha contribuito a integrare la fotografia con i video a 360 gradi e la mappa digitale del progetto, creando una narrazione immersiva dove lo spettatore non è solo osservatore, ma parte della storia. La sua esperienza come artista italiana trasferita a New York ha arricchito il progetto con una prospettiva internazionale, trasformando la documentazione in un dialogo culturale tra geografie, generazioni e linguaggi artistici.
Come racconta la stessa Flavia Daniele, “la fotografia non è solo testimonianza: è uno strumento per connettere persone, culture e storie. Portare il mio sguardo a Shoot 4 Change significava raccontare i luoghi con sensibilità artistica, lasciando che ogni immagine diventasse ponte tra chi osserva e chi vive quei territori.”










