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Fiumicino, presentato “L’Esercito dei Giusti”: la storia di Giulio e l’appello alla donazione di midollo

Fiumicino, presentato “L’Esercito dei Giusti”: la storia di Giulio e l’appello alla donazione di midollo

Fiumicino, 27 febbraio 2026 –  Questa mattina, presso l’Aula consiliare del Comune di Fiumicino, alla presenza del sindaco Mario Baccini, del presidente del Consiglio comunale Roberto Severini e dell’assessore alle Politiche sociali Monica Picca, si è tenuta la presentazione del libro “L’Esercito dei Giusti” di Roberta Spaccini, un’opera intensa e toccante che nasce da un’esperienza autobiografica e si fa portavoce di un forte messaggio di speranza e solidarietà.

Un dramma trasformato in coraggio

L’evento, moderato dalla giornalista Francesca Lazzeri, ha visto anche gli interventi di Massimo Pieraccini, direttore del Nucleo Operativo di Protezione Civile di Firenze specializzato nel trasporto urgente di midollo osseo, e di Alberto Farinacci, Vice Presidente di ADMO Lazio.

Il libro prende vita da un momento drammatico vissuto dall’autrice nel 2021, quando il figlio Giulio, allora quindicenne, si è ammalato di una rara patologia autoimmune del midollo osseo, fortunatamente diagnosticata in tempo per intervenire. Nel 2022 Giulio ha affrontato un trapianto di midollo osseo e una lunga degenza ospedaliera durata sette mesi.

Da quell’esperienza, segnata da dolore ma anche da incontri e relazioni profonde, nasce un racconto che intreccia non solo la storia personale della famiglia Spaccini, ma anche quelle di tanti bambini e famiglie costrette a lunghi ricoveri. “L’Esercito dei Giusti” diventa così una narrazione corale, un ritorno all’essenza e un invito a riscoprire il valore delle connessioni umane.

Parte del ricavato del libro sarà devoluto ad ADMO Lazio, a sostegno della promozione della donazione di midollo osseo, gesto che rappresenta una concreta possibilità di vita per chi è affetto da gravi malattie del sangue.

“Donare è un gesto che va oltre l’aiuto materiale: è un atto di reciprocità che rafforza il legame tra le persone e dà valore alla comunità. Ogni dono, piccolo o grande che sia, genera fiducia, crea relazioni e costruisce una società più solidale, capace di prendersi cura dei propri membri in uno spirito di responsabilità condivisa” ha sottolineato il Baccini.

Nel suo intervento, Massimo Pieraccini ha descritto con passione, il lavoro dei volontari impegnati nel trasporto urgente delle cellule staminali: “Ci sono volontari che mettono la propria vita in pausa per rendersi utili a qualcuno che non conoscono. Viaggiamo con una valigetta che contiene la speranza di una persona. Sappiamo che il fattore tempo è determinante: quelle cellule devono arrivare rapidamente, perché da questo dipende la sopravvivenza del paziente”.

Pieraccini ha spiegato che il trasporto avviene con protocolli rigorosi e con una sala operativa attiva 24 ore su 24, pronta a gestire ogni imprevisto. “In oltre trent’anni di attività, con 130 volontari operativi e collaborazioni con centri in tutto il mondo, abbiamo contribuito a realizzare oltre 15.500 trapianti”, ha sottolineato.

Alberto Farinacci ha evidenziato l’importanza della sinergia tra associazioni e della sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani: “La compatibilità è rarissima, una probabilità su centomila. Statisticamente il 30% dei pazienti non trova un donatore compatibile, non perché non esista, ma perché non è iscritto al registro un donatore idoneo”.

“ADMO promuove l’iscrizione al registro dei donatori tra i giovani dai 18 ai 35 anni, fascia d’età ritenuta più idonea alla donazione. Attualmente in Italia si contano circa 550.000 iscritti. Il donatore è anonimo e consapevole: non ha un obbligo giuridico, ma un impegno morale. Oggi la procedura di donazione avviene nella maggior parte dei casi con modalità simili a quelle della donazione di piastrine, in totale sicurezza”, hanno spiegato i presenti.

Alla presentazione hanno partecipato anche alcune scuole del territorio, I.I.S Leonardo Da Vinci e l’I.I.S. Paolo Baffi di Fiumicino oltre alla classe di seconda primaria della Scuola Lido Del Faro, oltre a diverse associazioni, tra “Una Rete per Noi”, a testimonianza di una comunità attenta e sensibile ai temi della solidarietà e della responsabilità civile.
L’incontro si è concluso con un forte messaggio rivolto soprattutto ai giovani: diventare donatori significa offrire una possibilità di rinascita non solo al paziente, ma a un’intera famiglia. Un gesto silenzioso che può cambiare il destino di molte persone.

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