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Diktat eurogender, le radici cristiane dell’Europa al centro del dibattito alla Camera

Diktat eurogender, le radici cristiane dell’Europa al centro del dibattito alla Camera

Roma – Un focus approfondito sul futuro dei valori tradizionali e sulle tutele giuridiche in ambito comunitario approda nelle sedi istituzionali italiane. Mercoledì 17 giugno 2026, dalle ore 19 alle ore 20, la sala conferenze stampa della Camera dei deputati, in via della Missione 4 a Roma, ospita la presentazione formale dell’incontro intitolato “Diktat eurogender: radici cristiane, libertà religiosa & educativa a rischio in UE”.

L’evento è promosso dalla neonata associazione cattolica patriota “i RadicaTi dal diritto naturale alla legge”, una realtà costituita con l’obiettivo di esaminare l’impatto delle normative europee sull’ordinamento nazionale. L’appuntamento parlamentare viene sviluppato su iniziativa dell’onorevole Massimo Milani, deputato di Fratelli d’Italia

I relatori e il programma dell’evento a Montecitorio

Il tavolo dei relatori vede il coinvolgimento di figure del panorama ecclesiale e profili di estrazione giuridica. L’introduzione e la conduzione dei lavori sono affidate a Luigi Trisolino, avvocato, giornalista e giurista della presidenza del Consiglio dei ministri, che ricopre la carica di presidente del sodalizio organizzatore. I saluti di carattere istituzionale sono affidati all’onorevole Milani.

L’ospite d’onore della conferenza è il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, da sempre attento alle dinamiche etiche e dottrinali. Per consentire la più ampia partecipazione, gli interventi vengono trasmessi in diretta streaming sulla webTV della Camera dei deputati.

L’analisi delle direttive europee e i riflessi nazionali

Al centro della discussione si collocano le recenti evoluzioni del quadro normativo europeo, con un riferimento specifico alle modifiche introdotte nella direttiva Ue sulle vittime di reato. Il provvedimento europeo include tutele particolari legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, inserendo inoltre riferimenti all’interruzione di gravidanza per le vittime di violenza sessuale. I promotori ravvisano in tali disposizioni un rischio concreto per la libertà di espressione e di critica di cattolici, conservatori e tradizionalisti, paventando una disparità di trattamento nel settore giudiziario.

Il presidente dell’associazione, Luigi Trisolino, evidenzia come gli Stati membri, compresa l’Italia, abbiano a disposizione due anni di tempo per conformarsi ai vincoli europei ed evitare l’apertura di procedure d’infrazione. La posizione espressa dai promotori mette in guardia contro il rischio che il diritto penale liberale e la libertà educativa delle famiglie subiscano forti condizionamenti a causa dei provvedimenti comunitari.

La conferenza punta a stimolare una riflessione sui confini della sovranità giuridica e sulla tutela del diritto naturale di fronte alle decisioni di Bruxelles. Il dibattito analizza anche il contrasto di vedute rispetto alle posizioni di esultanza espresse dall’eurodeputato Alessandro Zan. L’obiettivo dell’incontro resta quello di ribadire l’importanza della libertà di pensiero garantita dal sistema costituzionale italiano, richiamando l’attenzione sulla necessità di salvaguardare le radici cristiane nel contesto delle istituzioni europee.

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