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Da Sorrentino a Martone, i grandi autori guidano il cinema italiano 2026: i film in uscita

Da Sorrentino a Martone, i grandi autori guidano il cinema italiano 2026: i film in uscita

Roma, 6 gennaio 2026 – Dopo la tempesta perfetta, mediatica e al box office, di Buen Camino di Zalone, il cinema italiano si affaccia timidamente al 2026 con un misto di prudenza e speranza, affidandosi a registi collaudati come Sorrentino, Muccino, Martone, Amelio, Avati e Moretti. Nomi solidi, di quelli che non fanno gridare alla rivoluzione, ma almeno evitano il collasso.

Questi sono solo alcuni dei titoli che scenderanno in campo nel 2026, mentre il 2025 si chiude con numeri che certificano una stabilità senza entusiasmi. I cinema italiani hanno registrato un incasso complessivo di circa 496 milioni di euro, con 68 milioni di biglietti venduti, un risultato in linea con il 2023 e il 2024.

È stato però un anno particolarmente positivo per il cinema di produzione italiana. Incluse le coproduzioni, gli incassi hanno superato i 160 milioni di euro, con oltre 22,5 milioni di ingressi e una quota del 33% sul totale delle presenze. Nella Top3 dei film italiani figurano Buen Camino con oltre 36 milioni di euro al 31 dicembre (già oltre 41 milioni oggi), Follemente con 17,9 milioni e Diamanti con 9,8 milioni.

Il 2026 parte da Sorrentino

Al netto del fenomeno Zalone, il nuovo anno cinematografico partirà il 15 gennaio con La grazia di Paolo Sorrentino, già in concorso a Venezia. Un film sospeso tra commedia, malinconia ed eutanasia, con protagonista un immaginario presidente della Repubblica italiana, vedovo e cattolico, interpretato da Toni Servillo, vincitore della Coppa Volpi. Un uomo sempre in grigio, con una domanda che lo tormenta: a chi concedere la grazia?

Il 29 gennaio arriva invece Le cose non dette di Gabriele Muccino, più leggero nei toni ma fedele alle sue dinamiche emotive. Basato sul romanzo Siracusa di Delia Ephron, il film racconta tra Roma e Marocco una crisi di coppia fatta di scelte genitoriali, tradimenti e sotterfugi, in pieno stile L’ultimo bacio. Nel cast Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone e Claudio Santamaria.

Cronaca, erotismo e inquietudine

Revenge porn, voyeurismo, threesome e bondage degni del trattato ottocentesco di Richard von Krafft-Ebing, ma siamo solo negli anni Sessanta. Questo lo scenario de Gli occhi degli altri di Andrea De Sica, già presentato alla Festa di Roma. Protagonisti Jasmine Trinca, disinvoltamente nuda, e Filippo Timi, sadico e quindi masochista. Il film è liberamente ispirato al delitto Casati Stampa, uno dei casi di cronaca nera più scandalosi dell’Italia del dopoguerra.

Atmosfere mitteleuropee invece per Un anno di scuola di Laura Samani, in sala dal 9 aprile, già passato a Venezia nella sezione Orizzonti. Ambientato a Trieste nel 2007, racconta la storia di Fred, diciottenne svedese che si ritrova unica ragazza in una classe di soli maschi, mettendo alla prova equilibri e amicizie.

Debolezze umane e segreti

La lente d’ingrandimento sulle fragilità umane tipica di Paolo Genovese è al centro de Il rumore delle cose nuove, tratto dall’omonimo romanzo del 2023. Un cast corale che comprende Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce, Rolando Ravello e Claudio Santamaria.

La sinossi ufficiale parla chiaro: “La soddisfazione illecita di una curiosità trascina le vite di sette persone in un vortice che le avvolge, le incastra, le fa scontrare, mentre ogni residuo di normalità viene eroso dalla forza dei segreti.”

Moretti, Bonatti e gli altri

Succederà questa notte di Nanni Moretti potrebbe uscire in primavera e puntare direttamente al Festival di Cannes, terreno abituale del regista romano. È una commedia romantica tratta da un racconto di Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, già adattato da Moretti in Tre piani. Protagonisti Jasmine Trinca e Louis Garrel. Intanto è già virale il teaser con il cast che canta “Incoscienti giovani” di Achille Lauro.

In Bianco di Daniele Vicari, Alessandro Borghi interpreta Walter Bonatti, uno dei più grandi alpinisti del Novecento. Tratto dal romanzo Freney 1961 – Tragedia sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari, il film racconta la spedizione in cui quattro alpinisti morirono su sette, travolti da una tempesta.

Si sa poco invece di Scherzetto di Mario Martone, scritto con Ippolita Di Majo e interpretato da Toni Servillo, ma il riferimento al cortometraggio sperimentale del 1984 è dichiarato.

Chiudono il quadro Nel tepore del ballo di Pupi Avati, parabola umana di un conduttore televisivo di successo interpretato da Massimo Ghini, e Nessun dolore di Gianni Amelio, incentrato sulla vita di un uomo normale sconvolta da un evento tragico causato da lui stesso.

Il cinema italiano riparte così. Con prudenza, memoria lunga e qualche vecchia certezza. Non è poco. Non è nemmeno moltissimo.

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