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Conoscere l’Epilessia oggi – IlFaroOnline

Conoscere l’Epilessia oggi – IlFaroOnline

“Ho 22 anni e 4 anni fa mi hanno detto che soffro di epilessia; nel primo anno ho avuto per 4 volte la perdita di coscienza, non mi ricordo nulla, ma mia madre e la mia ragazza si sono molto spaventate quando mi hanno visto cadere a terra e tremare intensamente; in un’occasione mi sono svegliato con dolori muscolari e con il sapore del sangue in bocca per essermi tagliato la lingua. Ho sempre sofferto di mal di testa e spesso vedevo le scene davanti a me come già vissute, pensavo di avere un pensiero magico; prima di iniziare la cura avevo improvvisi sbalzi di umore e rimanevo con lo sguardo fisso, assente e spesso venivo chiamato per riportarmi presente nella realtà. Solo dopo aver iniziato la terapia mi sono reso conto che ero diverso, più sereno, equilibrato, più concentrato e non avevo più quei fastidiosi malditesta che mi costringevano a letto, e soprattutto da 3 anni non ho perso più coscienza…”

L’Epilessia è una patologia molto diffusa, ma spesso non compresa correttamente. Ne parliamo con la dott.ssa Adriana Rum, neurologa e responsabile del Servizio Risk Management del Poliambulatorio Montezemolo (Ente sanitario militare della Difesa presso la Corte dei conti), che con un approccio semplice e diretto risponde ad alcune domande che in genere riceve in ambulatorio per chiarire la gestione dell’Epilessia.

Che cos’è l’Epilessia?

L’Epilessia, in termine comprensibili al pubblico, è un blackout per un’improvvisa scarica dell’attività elettrica dei neuroni in un punto specifico del cervello che può diffondersi su tutto lo stesso; i sistemi eccitatori che mandano gli input elettrici per le varie funzioni che non sono regolati dai sistemi inibitori sempre costituiti dai neuroni; in senso più metaforico, come quando una centralina elettrica, con più interruttori, fosse attivata spontaneamente ma non bloccata dai sistemi di spegnimento, causando la presenza di massiccia e caotica energia, facendo interrompere qualsiasi attività.

In alcuni casi c’è sempre la perdita di coscienza con e senza tremori, in altri casi non accade mai la perdita di coscienza, ma un insieme di segni che disturbano la persona affetta come vuoti di memoria, assenza, movimenti improvvisi degli occhi, sbalzi di umore,  sensazione di percepirsi più grande o più piccolo rispetto all’ambiente intorno, sensazione frequente di vedere la scena come già vissuta ( Déjà-vu), percepire sempre lo stesso odore o sapore sgradevole, in genere gomma bruciata o di zolfo e la cefalea ricorrente ed improvvisa.

Perché si presenta l’Epilessia?

Perché la presenza di un’alterazione dei meccanismi bioelettrici provoca una disregolazione dell’attività cerebrale; nell’infanzia ci sono soprattutto cause genetiche e/o ereditarie come il malfunzionamento di alcuni recettori che collegano i neuroni, oppure delle alterazioni come l’accumulo di sostanze citotossiche che non vengono eleminate, oppure malformazioni che disturbano la conducibilità tra neuroni, nell’adulto si manifesta soprattutto in presenza di cicatrici o meglio di esiti di Ictus ischemico e ancor di più negli esiti di Emorragia cerebrali, o in presenza di calcificazioni che possono formarsi nell’arco della vita, anche la presenza di tumori benigni come il meningioma che non produce altre lesioni ma crescendo danneggia il cervello e può provocare l’epilessia, e poi ci sono le lesioni neoformate come tumori maligni per cui è fondamentale velocizzare il percorso diagnostico per iniziare precocemente le cure.

Se una persona ha una sola crisi epilettica convulsiva nella vita si può sempre fare diagnosi di epilessia?

No, perché alcune crisi epilettiche, dette convulsioni, sono benigne e uniche nella vita e per lo più provocate da uno o pià fattori come quelle dei bambini piccoli in occasioni di febbri alte, oppure dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti, o la sospensione brusca di un’abitudine da consumo di cannabis, anche in un consumo eccessivo e ripetuto di alcool; è sempre necessario un approfondimento specialistico per chiarire la causa e stabilire la diagnosi e il percorso diagnostico e se necessario terapeutico.

Si può guidare quando si soffre di Epilessia?

La normativa prevede la possibilità al soggetto affetto da Epilessia di avere la patente e di poter guidare con rinnovi ogni due anni, purché il guidatore sia ben responsivo alla terapia antiepilettica e il Neurologo possa attestare nei controlli ambulatoriali e con Elettroencefalogramma (EEG) l’assenza di crisi e la ottimale tollerabilità della terapia farmacologica che non deve alterare lo stato di coscienza, di attenzione e i riflessi necessari alla guida. In presenza di una crisi epilettica generalizzata ossia con la convulsione, accaduta in prossimità della revisione della patente, il Legislatore sospende la guida per un anno, richiedendo al soggetto attenta cura e revisione della terapia da parte del Neurologo curante per garantire la risoluzione dei rischi di nuove crisi e ridurre la possibilità di incidente stradale per il  soggetto e relativi terzi.

Qual è la condizione che espone il soggetto affetto da epilessia a possibili crisi?

Tra le più frequenti è l’irregolarità nell’assumere il farmaco, la concomitante assunzione di alcool, la cannabis o altre sostanze d’abuso anche se assunte occasionalmente su base ludica, o di altri farmaci che interferiscono con l’antiepilettico, spesso si verifica la riduzione dell’assorbimento del farmaco e suo effetto; anche la deprivazione di sonno sia da stress che da eccessiva assunzioni di sostanze attivanti come il caffè e varie.

Oggi si parla di Chirurgia dell’Epilessia, ci può spiegare meglio?

Nelle Forme di Epilessia che non rispondono ai trattamenti farmacologici, denominata farmacoresistente ossia quando il soggetto, è costretto ad assumere più di 3 farmaci a dosi elevate e senza ottenere una buona risposta dalla terapia, si possono eseguire studi cerebrali approfonditi per localizzare la sede dove si attivano i neuroni “indomabili”, affinché il Neurochirurgo con una procedura chiamata stereotassi, ossia eseguendo 3 fori e ausilio della Neuronavigazione Robotica-arto robotico di altissima precisione, con  tecnica mininvasiva,  asporta il focolaio neuronale risolvendo per lo più la farmacoresistenza; è necessario precisare che sono casi di Epilessia molto complessi e riservati solo ad alcuni pazienti.

Il consiglio per ottenere il miglior risultato della terapia è fare i controlli ed assumere i farmaci con regolarità, evitare comportamenti che mettono a rischio l’efficacia della terapia, cercare un ottimale rapporto con il Medico Neurologo per perseguire la buona cura e le migliori scelte per affrontare le circostanze che accadono normalmente o in modo straordinario nella vita.

Dot.ssa Adriana Rum

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