Cosa succede quando il cinema italiano si racconta attraverso la musica? La risposta è in “Note di celluloide”, il libro di Alessandro Ticozzi che raccoglie cinquanta testimonianze di protagonisti del grande schermo sul loro legame con la musica leggera italiana.
Da Modugno ai Måneskin, passando per Dalla, Mina, De André e Fossati, il volume costruisce un racconto corale fatto di ricordi, suggestioni e connessioni artistiche. Come emerge dalla presentazione del libro , ogni voce contribuisce a delineare un rapporto profondo, personale e spesso sorprendente tra immagini e note.
Il risultato è un viaggio che attraversa epoche e generazioni, mostrando come la musica non sia solo accompagnamento, ma parte integrante del racconto cinematografico. Un intreccio che ha segnato l’immaginario collettivo e continua a influenzare il modo di raccontare storie.
A introdurre il volume è Pupi Avati, che nella prefazione riflette sul suo rapporto con la musica e sul ruolo che ha avuto nel suo percorso artistico . In chiusura, invece, Ivano Fossati ripercorre le colonne sonore realizzate tra gli anni ’90 e 2000 per Carlo Mazzacurati, aggiungendo uno sguardo diretto su un’esperienza significativa tra cinema e musica .
La stessa opera viene definita come un “viaggio sentimentale e culturale”, in cui le colonne sonore diventano parte della memoria collettiva . Ed è proprio questa dimensione a rendere “Note di celluloide” un libro capace di parlare a un pubblico ampio, tra appassionati di cinema, musica e cultura italiana.
Cinema e musica, in questo libro, non si limitano a convivere: si cercano, si intrecciano e si raccontano attraverso le esperienze di chi li ha vissuti da protagonista.
Alessandro Ticozzi, laureato al DAMS di Padova e autore di numerosi lavori tra saggi, romanzi e articoli, prosegue con questo progetto un percorso che mette al centro il dialogo tra linguaggi e forme espressive.









