La libertà di pensiero, di coscienza e di religione costituisce il nucleo fondante dei diritti umani e della dignità della persona. Tuttavia, i dati raccolti dall’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (Oidac Europe) rivelano un panorama complesso: negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle ostilità sociali, dei reati d’odio e delle restrizioni legali ai danni delle comunità cristiane nel contesto occidentale.
In questo scenario di crescente marginalizzazione della fede, emerge con urgenza la necessità di un supporto laico che sia pienamente fedele alla Chiesa, capace di tradurre i valori cristiani in servizio concreto e presidio del territorio.
L’allarme dei reati d’odio e la tutela degli spazi religiosi
I luoghi di culto e i simboli religiosi rappresentano lo spazio vitale in cui si manifesta la dimensione pubblica e comunitaria della fede. Il report Oidac Europe evidenzia l’urgenza di proteggere questi spazi a fronte di numeri precisi: nel 2024 sono stati registrati ben 2.211 reati d’odio anti-cristiani in Europa, con Francia, Regno Unito, Germania e Spagna come paesi più colpiti.
L’analisi statistica mostra che la forma più comune di violenza sulle cose è il vandalismo (49,08%), seguito dagli incendi dolosi (17,34%) e dalle profanazioni (12,36%).
Tra i casi più gravi figurano la distruzione quasi totale della chiesa storica di Saint-Omer in Francia a causa di un rogo doloso e la denuncia della Conferenza episcopale tedesca riguardo a una severa escalation di profanazioni nei confessionali e di mutilazioni di statue sacre.
Di fronte a queste minacce, l’Osce ha raccomandato agli Stati membri di includere le chiese e le istituzioni cristiane tra i potenziali obiettivi sensibili da proteggere con misure di segurança dedicate. Oltre alla risposta delle istituzioni, diventa decisiva la mobilitazione di laici strutturati, pronti ad affiancare le diocesi nella vigilanza, custodia e protezione. Non un esercito armato, ma una presenza costante e riconoscibile, che da sola serva da deterrente contro azioni sconsiderate.
La difesa delle radici e della presenza cristiana in Occidente
Il rapporto rileva una crescente pressione legale e sociale volta a confinare la fede cristiana entro una sfera puramente privata, limitandone la visibilità e l’influenza etica nella società.
Questa tendenza si manifesta attraverso l’esclusione della presenza cristiana dagli spazi comuni, come l’ordine di rimozione di un crocifisso da una scuola secondaria in Baviera o la rimozione di presepi dai municipi francesi. In Norvegia, una nuova legge sull’istruzione ha generato tale incertezza da spingere molte scuole a cancellare i tradizionali servizi religiosi natalizi. E anche in Italia non stiamo messi meglio…
Sul piano della libertà di espressione, chi manifesta pacificamente la visione cristiana storica sulla moralità affronta crescenti rischi di sanzioni disciplinari, licenziamenti o procedimenti giudiziari. Casi emblematici includono il processo in Finlandia contro la parlamentare Päivi Räsänen per aver twittato un versetto biblico e la condanna penale nel Regno Unito del veterano Adam Smith-Connor per aver pregato in modo silenzioso e mentale all’interno di una zona cuscinetto.
Il ruolo dei laici volenterosi nel contrasto all’intolleranza
Per arginare questa deriva e difendere la libertà confessionale, il report sottolinea l’importanza cruciale del coinvolgimento attivo dei fedeli laici e delle organizzazioni della società civile attraverso azioni concrete.
Un sondaggio condotto in Germania indica che il 75,5% degli intervistati teme ripercussioni negative nell’esprimere le proprie opinioni. Le comunità devono essere formate affinché continuino a testimoniare la propria fede con fiducia e chiarezza.
Monitoraggio e denuncia dei reati
Esiste un massiccio fenomeno di sotto-segnalazione delle aggressioni. In Polonia, quasi la metà dei sacerdoti intervistati ha subito ostilità nell’ultimo anno, ma oltre l’80% non ha sporto denuncia alla polizia. I volontari sul territorio svolgono quindi un ruolo insostituibile nel raccogliere dati e segnalare gli abusi alle autorità.
Partecipazione al dibattito pubblico: I cristiani sono esortati a partecipare in modo costruttivo e rispettoso al discorso democratico, contribuendo al dialogo tra settori religiosi e secolari e difendendo il diritto all’obiezione di coscienza.
La testimonianza contemporanea dei Templari Oggi
Questa chiamata al supporto laico e fedele si traduce in realtà operativa attraverso l’azione dell’associazione Templari Oggi aps, che rifiuta derive anacronistiche o rivendicazioni medievali per misurarsi unicamente con i bisogni del presente. L’attività si sviluppa attraverso una rete spirituale e di servizio che, partendo dal cuore operativo di Roma, garantisce il supporto nelle basiliche e durante gli eventi religiosi, offrendo accoglienza ai fedeli e collaborazione organizzativa alle autorità ecclesiastiche.
L’impegno si focalizza sulla custodia e sul recupero dei luoghi sacri che rischiano l’abbandono o il degrado materiale e sociale. Lungo direttrici storiche come la Via Francigena, o in contesti specifici come la Pieve di Santa Maria Maddalena, la Chiesa di Ognissanti e San Giacomo e la realtà di San Zeno in Poja, la presenza fisica dei volontari assicura l’apertura e la protezione degli edifici.
Questo modello di carità operosa include anche progetti ad alto impatto sociale, come il recupero dell’ex convento di Sassoferrato e i percorsi di reinserimento per persone “alla prova”, coinvolte in lavori di manutenzione utili alla comunità.
La dimensione del servizio dei Templari Oggi supera i confini nazionali per consolidarsi a livello europeo, con attività a Parigi e Colonia, oltre a missioni internazionali. Si tratta di una testimonianza contemporanea fondata su fede, disciplina e responsabilità comunitaria, elementi essenziali per rispondere alla crisi di sicurezza e isolamento che colpisce le comunità cristiane in Europa. Per i cattolici le tinte future volgono al fosco; ora spetta alla Chiesa dare segnali concreti di apertura…









