28 gennaio 2026 | 14:54
Il comitato di redazione: “Con una mossa gravissima, l’azienda ha disatteso il piano di rateizzo delle spettanze pregresse. Anche la premier Meloni non è stata ascoltata”
Roma, 28 gennaio 2026 – Il Cdr dell’agenzia di stampa Dire, in base all’articolo 34 del Contratto nazionale, ha chiesto la pubblicazione della seguente nota.
“Le giornaliste e i giornalisti dell’agenzia di stampa Dire proclamano a partire da oggi, 28 gennaio, due giornate di sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. Con una mossa che il Cdr giudica gravissima, l’azienda ha così disatteso il piano di rateizzo delle spettanze pregresse. Ricordiamo che lo scorso 9 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva pubblicamente sollecitato l’editore a pagare tutti gli stipendi, annunciando il rientro della testata nella convenzione di Palazzo Chigi. Tutto lasciato cadere nel vuoto”, si legge in un articolo firmato dal Comitato di Redazione dell’Agenzia Dire”.
“A dicembre, l’azienda ha presentato ai dipendenti un piano per recuperare gli stipendi arretrati riferiti ai mesi di settembre, ottobre e novembre 2025. Tale piano, già fortemente contestato dall’assemblea di redazione, prevedeva tra le altre cose il pagamento dell’intero stipendio di dicembre entro il 30 gennaio 2026. Dopo aver ritenuto di non partecipare all’ultimo minuto a un tavolo sindacale con l’Fnsi, l’azienda ha atteso ieri per comunicare al Cdr che corrisponderà soltanto una rata di mille euro il 3 febbraio, mentre il restante stipendio di dicembre arriverà a fine marzo. Inoltre, su richiesta dell’assemblea, l’azienda aveva promesso di completare il pagamento degli ‘ex sospesi’ del gennaio 2024 contestualmente alle rate degli stipendi pregressi, ma anche questo impegno è stato disatteso, rimandando ancora una volta la risoluzione di una vicenda che ormai ha compiuto due anni. Ciò conferma l’inaccettabile prassi di calpestare i diritti dei lavoratori, che oggi con forza dicono basta. Rateizzare le mensilità, unito al fatto di comunicare le date dei pagamenti con largo ritardo, è un comportamento che distrugge definitivamente la stabilità economica delle famiglie. Questa proprietà ha il dovere di pagare gli stipendi e onorare il contratto. Ricordiamo che nel 2025 sono stati molti di più gli stipendi presi ‘in tranche’ o a rate, che quelli percepiti per intero. E quelle rate sono tutt’altro che finite. Facciamo dunque appello alla stessa presidente del Consiglio e al sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, al quale chiediamo un confronto urgente“.
“Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai giornalisti, ai grafici e a tutto il personale dell’Agenzia Dire, che da troppo tempo subisce ritardi, incertezze e omissioni non più tollerabili. È indispensabile che l’editore provveda immediatamente a saldare stipendi e arretrati, assumendosi finalmente le proprie responsabilità e ristabilendo un rapporto di fiducia e rispetto verso chi garantisce il funzionamento stesso dell’azienda. La convocazione del Cdr da parte delle istituzioni dimostra l’urgenza e la gravità di questa vicenda, ma ogni confronto sarà inutile senza un cambio di passo da parte dell’azienda. I lavoratori hanno garantito finora professionalità e continuità nonostante difficoltà gravissime: ora servono risposte concrete rapide e concrete. L’informazione libera e autorevole non può essere sostenuta dalla precarietà e i diritti dei lavoratori non possono più essere ignorati”. Così in una nota Alessio D’Amato, segretario romano e consigliere regionale di Azione, Flavia De Gregorio, capogruppo capitolino di Azione e Antonio De Santis, consigliere capitolino di Azione.
Sce: “L’azienda paghi gli stipendi”
“Esprimiamo piena solidarietà ai giornalisti e alle giornaliste dell’agenzia di stampa Dire che hanno proclamato due giorni di sciopero a fronte di pagamenti rateizzati, ritardi cronici e promesse sistematicamente disattese dall’azienda e ci uniamo al loro appello. Accogliamo positivamente il segnale istituzionale della convocazione questo pomeriggio del Cdr che speriamo possa finalmente indurre l’azienda a garantire la stabilità a tutto il personale della testata. Non è accettabile che, a fronte del percorso pubblico avviato, lavoratori e lavoratrici debbano ancora vedere piani di rateizzazione non rispettati e incertezze sul futuro. Ci aspettiamo che l’incontro di oggi serva a richiamare la proprietà alle proprie responsabilità”. Lo dichiarano in una nota Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, consiglieri capitolini di Sinistra civica ecologista.










