Roma, 23 ottobre 2025 – “Ancora una volta, su mandato dell’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti della Dire (approvato a maggioranza), il Comitato di redazione si trova costretto a indire l’ennesimo sciopero per la giornata di oggi, giovedì 23 ottobre, per denunciare la condizione di assoluta gravità in cui versano le lavoratrici e i lavoratori dell’agenzia, alle prese con stipendi a singhiozzo e spalmati a rate su più mesi, mentre si attende quello di settembre e non ci sono prospettive concrete da quelli di ottobre in poi. Questo nonostante l’azienda avesse chiesto ai lavoratori di attendere fino all’udienza del 20 ottobre al tribunale di Bari su un piano di risanamento con l’Agenzia delle entrate, di cui l’editore ha annunciato risvolti positivi in un comunicato quello stesso giorno”, è quanto scrive il Comitato di Redazione dell’Agenzia Dire.
“Il corpo redazionale è consapevole del complicato quadro economico-finanziario e legale-burocratico che l’azienda deve affrontare, anche ereditato dalla precedente proprietà, ma ribadisce ancora una volta che lo stipendio è un diritto intoccabile di ogni lavoratore e ogni lavoratrice. Chi oggi lavora alla Dire si trova suo malgrado in una situazione di estrema difficoltà, eppure continua a garantire ogni giorno l’uscita del notiziario. Al momento ci è stato comunicato solo l’arrivo di un’ulteriore rata degli arretrati di luglio e agosto. Con questo nuovo atto di protesta di oggi si esorta dunque, per l’ennesima volta, l’azienda a fare di tutto per garantire la regolarità retributiva in tempi rapidi e a saldare la restante parte dello stipendio di gennaio 2024 agli ex sospesi. Infine, al Dipartimento dell’Editoria si chiede di accelerare le procedure di riammissione dell’agenzia nel bando nazionale, sospeso da marzo scorso” conclude.
Sulla vicenda si è espresso anche il direttore della Dire, Nico Perrone: “Giornata due volte amara anche per un direttore quando dopo una votazione, finita 28 a 27, si ritrova la redazione divisa a metà. Con la maggioranza, che con un solo voto di scarto, ha deciso di confermare lo sciopero per oggi. Pur vivendo tutti quanti in questi mesi le stesse gravi difficoltà, con situazioni al limite, dovute ai ritardi nei pagamenti degli stipendi, al saldo degli arretrati e all’incertezza sul pagamento dei prossimi, la metà dei giornalisti si era espressa contro lo sciopero dando credito all’impegno dell’azienda per reperire, fino all’ultimo minuto possibile, tutte le risorse necessarie per un altro acconto. E sono comunque certo che alla fine, superato questo momento difficile e complicato, la Dire tornerà a quella stabilità capace di garantire un futuro ad una storica e apprezzata testata e a tutte le persone che con impegno la fanno vivere ogni giorno. A questo proposito, pur riconoscendo il diritto di sciopero deciso dalla maggioranza dei giornalisti, avendo ricevuto la disponibilità a lavorare della gran parte dei giornalisti contrari, mi sembra altrettanto giusto riconoscere questo loro diritto. Per tanto ho deciso che il notiziario e il sito Dire, pur se in versione ridotta e mi scuso con gli abbonati e gli utenti, oggi verranno trasmessi“.
Azione: “Professionisti che vivono nell’incertezza”
“Esprimiamo vicinanza e solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’Agenzia stampa Dire, oggi nuovamente in sciopero per rivendicare il diritto fondamentale alla retribuzione. Una mobilitazione che si ripete, purtroppo, a causa di una condizione lavorativa sempre più insostenibile: stipendi erogati a singhiozzo, rateizzazioni indefinite e l’assenza di prospettive concrete per i mesi a venire. Tutte cose che continuano a far vivere questi professionisti dell’informazione nell’incertezza non riconoscendo loro il diritto intangibile dello stipendio, che non può essere subordinato a logiche di bilancio o a ritardi burocratici. In un momento storico in cui l’informazione libera e professionale è più che mai necessaria, non possiamo permettere che chi la produce venga lasciato solo”. Così in una nota Alessio D’Amato, Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, rispettivamente segretario romano di Azione, capogruppo e consigliere di Azione in Campidoglio.
La Lega: “Auspichiamo una rapida soluzione”
“Siamo vicini ai giornalisti e alle giornaliste dell’agenzia Dire, in sciopero oggi per ribadire i propri diritti al lavoro e alla piena e regolare retribuzione. Auspichiamo che a breve le problematiche siano risolte, nel totale rispetto dei lavoratori, delle loro famiglie e in una prospettiva di rilancio dell’attività professionale. Un’ attività necessaria alla crescita e alla tutela del pluralismo e del diritto all’informazione di ogni cittadino”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri della Lega capitolina Fabrizio Santori e Maurizio Politi, manifestando la propria solidarietà ai giornalisti.









